Non smette di scatenare polemiche il Pride organizzato dal Gruppo C.I.A.O (Comitato Inclusivo Azione Orientamento e Azione) di Belluno, in programma in Piazza dei Martiri sabato 15 luglio.
Dopo i botta e risposta in consiglio comunale a Belluno, si alzano i toni anche a Feltre. Dove i gruppi di minoranza, compatti, chiedono le dimissioni della presidente della commissione Pari opportunità, Velleda Bronzato, e il ritiro delle deleghe alla consigliera Ilenia Baldissera. Il casus belli è la decisione della giunta feltrina di recedere dalla rete Re.A.D.Y, nata per sviluppare azioni di contrasto alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.
«Con questa delibera – scrivono in una nota i gruppi di opposizione – il sindaco Fusaro delegittima l’operato della commissione Pari opportunità del Comune di Feltre». Anche perché, continuano le minoranze, la delibera di giunta ha preceduto di qualche ora la seconda riunione della commissione, la cui votazione è finita 4-4, in mancanza del voto di Giulia Trevisan. «Bronzato e Baldissera, invece, hanno votato contro e nessuna delle due ha riferito in commissione quanto avvenuto in giunta poco prima. E’ doveroso, a questo punto, chiedere le dimissioni della presidente Bronzato e la restituzione delle deleghe della consigliera Baldissera, perché viene a mancare il rapporto di fiducia necessario per proseguire il lavoro sui diritti che era tra gli obiettivi della commissione».
«Le motivazioni per l’uscita da Re.A.D.Y – replica il sindaco Viviana Fusaro – sono ben chiare: l’adesione alla rete comporta una serie di adempimenti che nulla aggiungono alle politiche di tutela dei diritti civili poste in atto dal Comune. Dispiace si voglia fare un uso strumentale delle decisioni assunte. In quanto al polverone sollevato sull’adesione al Pride, è altrettanto incomprensibile: non è passata perché in entrambe le occasioni la commissione non ha espresso un voto di maggioranza».





