«La montagna si spopola, l’Europa non resti a guardare»

«La montagna si spopola, l’Europa non resti a guardare»

L’europarlamentare della Lega, Gianantonio Da Re, componente del gruppo Identità e Democrazia, ha presentato una interrogazione scritta alla Commissione di Bruxelles per far emergere la problematica dello spopolamento della montagna veneta e bellunese, in particolare. 

«L’abbandono della montagna è un dato di fatto e lo attesta il suo saldo naturale (differenza nati/morti, ndr) che si conferma negativo. Questo è un trend cominciato già dagli anni Novanta e che merita la giusta attenzione poiché porta con sé conseguenze non solo sociali ma anche economiche», spiega l’europarlamentare.

«Dalla seconda metà del secolo scorso, la popolazione in Italia è andata aumentando, ma in maniera non uniforme – analizza Da Re -. Mentre in pianura e nelle colline c’è stato un incremento, la montagna ha invece visto una diminuzione importante, con conseguenze penalizzanti».

«Da un lato, infatti, aumenta il costo pro-capite dei servizi basilari, che devono necessariamente essere garantiti, per le aree che continuano a spopolarsi – si legge nel documento presentato alla Commissione -. Dall’altro, quando un territorio vede perdere le proprie genti, allora viene a mancare anche chi quello stesso territorio lo manutiene, curandone i prati e i boschi. Nasce quindi un problema di carattere ambientale, con inevitabili ripercussioni anche di dissesto idro-geologico a cui bisogna far fronte per non avere ulteriori danni».

Ecco allora che con la sua interrogazione Gianantonio Da Re ha richiesto all’Europa di intervenire, supportando le aree a rischio spopolamento.

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

TAG
CONDIVIDI
Articoli correlati

© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019

Torna in alto