Melanoma, campagna di prevenzione nei rifugi e via social

Melanoma, campagna di prevenzione nei rifugi e via social

Dalle scuole ai rifugi di montagna, per poi sbarcare sui social: la campagna estiva “Montagna sì, Melanoma no” dell’Ulss 1 Dolomiti punta così alla sensibilizzazione verso quello che è un tumore in continua crescita nella nostra provincia.

I numeri forniti dall’azienda sanitaria parlano chiaro: dai 19 casi di melanoma della pelle all’anno del 1992 (1,6% dei tumori diagnosticati nell’Ulss 1, 18esimo posto complessivo) si è arrivati nel 2022 a registrare 85 casi (5,4%, sesto posto nella graduatoria dei tumori più frequentemente diagnosticati in provincia). Netta la differenza con le altre province del Veneto; i dati dell’incidenza portano la provincia dolomitica ai livelli delle nazioni dove il melanoma della pelle è maggiormente diffuso come Norvegia, Australia e Nuova Zelanda.

Obbiettivo della campagna di sensibilizzazione è quello di intervenire sui “fattori esterni”, esposizione ai raggi solari e scottature su tutti. I consigli sono quelli tradizionali: evitare l’esposizione solare tra le 11 e le 16; indossare vestiario, occhiali e cappelli protettivi; soprattutto, utilizzare sempre la crema solare (almeno fattore 30). Un suggerimento, quest’ultimo, che un’indagine condotta dalla stessa Ulss sembra non essere ascoltato dai cittadini: sui 230 intervistati, infatti, il 35% ha ammesso di non usare mai creme solari protettive quando passeggia in montagna, una percentuale che sale al 56% quando si parla di sciate sulla neve. Si tratta di una mentalità da cambiare, visto che il 60% dichiara di utilizzare sempre la crema quando invece va in piscina e ben il 78% quando va al mare (percentuali che schizzano rispettivamente all’89% e 96% quando si tratta di uso di creme solari sui bambini).

Nasce così la campagna di sensibilizzazione che nei mesi scorsi ha coinvolto le scuole, con ben 45 classi e 770 alunni impegnati nella realizzazione degli slogan e dei manifesti promozionali, ed ora si passerà ai rifugi, con la distribuzione di tovagliette che riportano le creazioni dei bambini.

C’è poi l’approdo della campagna sui social, grazie al video realizzato in collaborazione con il Club Alpino Italiano e Confindustria Belluno Dolomiti (qui trovate la clip che verrà diffusa attraverso i canali social delle tre realtà). «La sfida che accomuna Confindustria e Ulss è quella di rendere il nostro territorio attrattivo per le competenze; – ha spiegato il direttore Andrea Ferrazzi – essere vicino all’azienda sanitaria per noi vuol dire sostenere la sanità bellunese, e i servizi sociosanitari sono fondamentali per una realtà che vuole accogliere professionalità d’eccellenza, tanto nelle industrie quanto negli ospedali».

In attesa che dal mese di settembre inizino i confronti dell’Ulss con i medici di medicina generale per rafforzare la rete di controlli sul melanoma, la parola d’ordine per l’azienda sanitaria resta “prevenzione”.

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