Rose bianche e rosse sull’altare. E un fiume di ricordi e di commozione. Un Palaluxottica pieno zeppo ha ricordato ieri (27 giugno) Leonardo Del Vecchio, a un anno dalla scomparsa. Con la pioggia scrosciante all’esterno, all’inizio della celebrazione, quasi che anche il cielo partecipasse al dolore, ancora vivo un anno dopo. E con il cielo sereno alla fine, rappacificato dal tanto amore espresso in maniera composta e silenziosa.
Nelle prime file c’erano i familiari. Gli affetti e i legami di sangue, ma anche gli affetti e i legami di lavoro, della grande famiglia Luxottica. Il cavalier Francavilla e tutti gli altri che hanno contribuito alla costruzione e alla crescita dell’impero dell’occhiale. E poi manager e autorità, i sindaci dell’Agordina, il presidente della Provincia di Belluno, l’ex ministro Federico D’Incà. Più dietro la schiera degli operai.

C’era anche Francesco Milleri, amministratore delegato di Essilor Luxottica, la multinazionale nata dalla fusione studiata, voluta e creata da Del Vecchio per traghettare in acque sempre più sicure la sua amata “creatura”.
Proprio Milleri, accompagnato da Luigi Francavilla, ha voluto tracciare un ricordo accorato, prima della celebrazione religiosa. «Siamo qui per ricordare un visionario, un uomo che ha reso possibile tutto questo. Ma oggi sono qui a ricordare anche un amico affettuoso, come lo era per tutti voi. Un uomo speciale che ci ha accolto nella sua grande famiglia, un uomo che ci ha insegnato tanto. Quando parlava di Agordo, delle persone che vivono e lavorano qui, aveva un senso di riconoscenza profondo. Leonardo Del Vecchio ha cercato in ogni momento di essere generoso, attraverso le risorse economiche ma anche con il tempo che ha dedicato a noi e a questo grande gruppo. Era un uomo che riusciva a fare ciò in cui credeva. Oggi la sua assenza è pesante e resa soltanto un po’ più leggera dalla vicinanza che ho sentito da parte di tutti: un numero incredibile di persone che mi ricordano quello che lui ha creato e mi ricordano anche come lo ha creato».
La messa celebrata dal vescovo di Belluno-Feltre seguiva la liturgia del giorno. Il caso – per chi ci crede – sa essere ironico, talvolta. Perché la prima lettura era tratta dalla Genesi, nel passo in cui si parla della ricchezza di Abram e Lot. Il Vangelo invece era il brano di Matteo in cui Gesù parla ai discepoli dicendo “non gettate le vostre perle davanti ai porci”. Anche Leonardo Del Vecchio era un uomo ricco, inutile dirlo. Di certo, non ha gettato le sue perle ai porci. E l’affetto del Palaluxottica e di un intero territorio lo dimostra in pieno.






