Si è spenta a soli 62 anni Maria Grazia Carraro: la direttrice dell’Ulss Dolomiti è spirata in seguito a una malattia che ha affrontato con grande coraggio, dignità e riservatezza. Fino all’ultimo ha condotto l’Azienda in maniera tenace, portando un nuovo approccio alla sanità in montagna e non smettendo mai di guardare al futuro.
«L’Ulss Dolomiti, profondamente addolorata per la scomparsa della sua guida – si legge in una nota – esprime il suo cordoglio e si stringe al marito, al figlio e ai familiari tutti».
Classe 1961, trevigiana, Carraro si era laureata in Medicina e Chirurgia all’Università di Padova, dove aveva conseguito la specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva nel 1992.
Dal 1, marzo 2021 era dg dell’Ulss 1 Dolomiti.
«Sempre combattiva e instancabile – proseguono dall’Ulss – ha saputo fin dall’inizio capire il territorio e la sua complessità, andando a conoscere in maniera approfondita ogni parte dell’organizzazione, dal Comelico a Lamon. Non ha risparmiato impegno e sforzi nella fase delicata della pandemia e delle vaccinazioni anti Covid, tessendo una rete con le altre Istituzioni e organizzazioni della provincia per impostare un lavoro di squadra nel fronteggiare al meglio l’emergenza. Suo il pallino della telemedicina e dell’innovazione tecnologica che ha permesso di attivare modalità di cura in settori specifici, utili a ridurre gli spostamenti. Ha portato l’intelligenza artificiale negli ospedali e fatto rete con i Comuni per investimenti in sanità anche attraverso i Fondi dei Comuni di Confine».
Ben 22 i nuovi primari nominati: «Frizzante e ricca di idee, autorevole ma con un sorriso contagioso, ha spronato l’organizzazione ad affrontare i problemi con il “pensiero laterale”, spingendo tutto il territorio a dare una nuova narrazione delle Dolomiti. Forte la sua carica umana e la cura delle persone e delle relazioni con cui ha saputo conquistare la fiducia dei bellunesi, spingendo ognuno a dare il meglio e a non arrendersi mai, come ha dimostrato fino all’ultimo respiro».





