Il ministro della Protezione Civile Musumeci visita il Vajont: «Il diritto alla sicurezza è diritto alla vita»

Il ministro della Protezione Civile Musumeci visita il Vajont: «Il diritto alla sicurezza è diritto alla vita»

«Il diritto alla sicurezza è diritto alla vita». Sono le parole forti risuonate nei luoghi del Vajont. Parole del ministro della Protezione Civile Nello Musumeci che ieri (15 aprile) ha fatto visita al cimitero monumentale di Longarone e alla diga, nel 60° anniversario della tragedia. Una visita che è coincisa anche con una esercitazione delle tute fluo e con l’inaugurazione di “Caccia, pesca, natura” nel polo fieristico.

A organizzare la mattinata del ministro è stato il sindaco di Longarone, Roberto Padrin, nella veste di vice presidente regionale Upi (Unione Province d’Italia). Presenti infatti anche i presidenti delle Province venete che hanno consegnato a Musumeci un sintetico documento contenente la richiesta di maggiore coinvolgimento delle Province nei tavoli operativi in materia di tutela territoriale, prevenzione dei fenomeni di desertificazione e dissesto, risanamento idrogeologico e messa in sicurezza delle situazioni di rischio, oltre che naturalmente in tema di Protezione Civile.

Dopo aver sostato sulle tombe delle 1.910 vittime del Vajont, il ministro ha voluto vedere la diga e poi ha incontrato i volontari durante l’esercitazione di allestimento di un ponte Bailey.

«Essere accanto a voi è un grande privilegio per me – le parole del ministro Musumeci alle tute fluo -. E vi riporto il legittimo orgoglio per il fatto che siamo invidiati da tanti Paesi per la forza della nostra Protezione Civile. Al Vajont ho rivissuto la spinta emotiva che nel 1963 arrivò anche a noi, in Sicilia: fu una tragedia che colpì l’Italia intera. Al cimitero monumentale ho letto i nomi e l’età delle vittime e mi è tornata in mente l’emozione di quel giorno del ’63, quando avevo 8 anni. Oggi la necessità di prevenzione è irrinunciabile, come è irrinunciabile la formazione e l’aggiornamento costante dei volontari. In Veneto avete una grande Protezione Civile, anche grazie al ruolo vigile delle Province, che tengono alta l’attenzione a tutti i livelli. In alcune regioni ci sono ancora debolezze di uomini e mezzi, e lo Stato non si gira dall’altra parte. Il diritto alla sicurezza è diritto alla vita e non si discute».

«L’evento commemorativo di oggi è stato un momento di ricordo, ma anche di riconoscimento del grande impegno che i volontari profondono per il territorio – ha detto il vicepresidente Upi Veneto, Roberto Padrin -. Il sistema di Protezione Civile è fondamentale per l’intero Paese, ma lo è ancora di più in una provincia interamente montana, che deve fare i conti con le fragilità del territorio».

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