Spacciava cocaina, ma non sapeva di essere controllato da un po’. Arrestato venerdì scorso un quarantenne bellunese, sorpreso dagli agenti della Squadra mobile mentre stava per andare ad un appuntamento con un cliente, al quale avrebbe dovuto vendere una dose di polvere bianca.
Lo spacciatore credeva, evidentemente, di essere al sicuro. Ma non sapeva che gli uomini della 4° Sezione antidroga della questura lo stavano tenendo d’occhio. Convinti che potesse gravitare nel circuito della vendita al dettaglio della cocaina, gli agenti lo hanno seguito e al momento giusto lo hanno fermato a bordo della propria auto. Dalla perquisizione del mezzo sono subito saltate fuori 13 palline confezionate con nylon termosaldato contenenti cocaina, custodite all’interno di 2 pacchetti di sigarette.
A questo punto è scattata anche la perquisizione domiciliare, che ha permesso agli agenti di trovare 2 scatole ben nascoste sotto un divano. La prima conteneva altra cocaina, un bilancino di precisione e tutto l’occorrente per il confezionamento delle dosi, tra cui ritagli di nylon già pronti e vari accendini. L’altra, invece, conteneva 34.700 euro in contanti e vari ritagli di carta con appunti contabili: con tutta evidenza si trattava dei proventi dell’attività illecita.
In totale, dalle due perquisizioni sono stati sequestrati 35,75 grammi di cocaina. Sotto sequestro anche tutto il materiale per il confezionamento, nonché l’auto.
L’uomo è stato arrestato e messo agli arresti domiciliari, in attesa della convalida del fermo. Che è arrivata ieri mattina, con il giudice per le indagini preliminari Elisabetta Scolozzi, che ha sottoposto il quarantenne all’obbligo di dimora nel Comune di Belluno.
Le indagini intanto proseguono, per ricostruire la rete di contatti e di fornitura.





