Un deciso passo indietro. La provincia di Belluno scende al 35esimo posto nell’annuale classifica sulla qualità della vita, stilata dal Sole 24 ore. Un balzo all’ingiù di 17 posizioni: nel 2021 Belluno si era infatti piazzata al diciottesimo posto.
Assodato che ogni classifica va presa per quello che è, ovvero una fotografia sempre parziale di ciò che un territorio rappresenta, ci sono alcuni fattori che meritano di essere analizzati.
La nostra provincia sconta difficoltà ormai annose, soprattutto in ambito demografico (dove ci piazziamo al 79esimo posto, un balzo all’indietro di 33 posizioni), nel quale spicca il dato relativo ai medici di base, dove chiudiamo in 99ima posizione.
Tralasciando il clima (sul quale si può incidere ben poco), altro fattore particolarmente punitivo, siamo messi male nelle infrastrutture, soprattutto tecnologiche (e non è una novità), ma anche per quanto riguarda Affari e lavoro, dove ci piazziamo all’86esimo posto, con un balzo all’indietro di ben 49 posizioni. Pesante soprattutto la situazione che riguarda le ore di cassa integrazione ordinaria richieste dalle aziende, dove Belluno si piazza la 94esimo posto. Un tema, quest’ultimo, che però non sembra rispecchiare appieno lo stato di salute del comparto industriale provinciale.
Ma ci sono anche delle eccellenze. Belluno, ad esempio, è prima nella classifica su “Ricchezza e consumi”, grazie al basso numero di redditi di cittadinanza ma anche alla maggior spesa pro capite nazionale per quanto riguarda le riqualificazioni energetiche.





