«Il 4 novembre festeggiamo la libertà, l’Italia unita, la fine della guerra e il sacrificio di chi ha reso possibile tutto questo. Ma lo facciamo guardando ad un’altra guerra, oltre i nostri confini, e alle tensioni preoccupanti tra Cina e Taiwan». Sono le parole del segretario cittadino della Lega Paolo Luciani, espresse in occasione della festività del 4 novembre.
«Il 4 novembre del 1918 ha segnato la resa dell’impero austro ungarico, il rientro degli italiani a Trento e a Trieste e la fine di un conflitto tremendo. Ricordare è doveroso e non è possibile farlo con la retorica con la quale si affrontano, spesso, cerimonie e ricorrenze del passato – prosegue Luciani -. Siamo sospesi su un ennesimo conflitto, a ribadirci come il sacrificio, le morti e le atrocità delle due guerre mondiali non siano stati, evidentemente, una lezione da cui abbiamo imparato. Le armi e la guerra devono lasciare il posto al dialogo e alla trattativa, la storia ci ha insegnato come la violenza e il fuoco lascino sul campo solo morti e come gli strumenti per risolvere i problemi di convivenza debbano essere altri. Il nostro auspicio è che la giornata del 4 novembre sia l’occasione per ricordarci la storia da cui veniamo e il dovere che abbiamo, tutti, di non ripetere gli stessi errori».





