Quanti tipi di vertigine esistono? La paura della caduta, ma anche il senso di attrazione e insieme repulsione del vuoto. L’assenza di controllo e il disturbo della sensibilità relativa allo spazio. E ancora, la tensione verso lo smisurato, l’abisso… Tutte accezioni che saranno indagate, sviscerate e soprattutto mostrate dal Museo Burel, che traccia la linea del nuovo anno di programmazione proprio attraverso la “vertigine”. Si chiama così l’ultima mostra messa in calendario, dedicata per la parte del debutto a Dino Buzzati nel cinquantesimo dalla scomparsa.
«Vertigine è un senso che non può essere univoco, che scappa via da un centro ed è estremamente articolato, che va dalla medicina all’amore, dalla montagna ai grattacieli delle grandi città, dallo spostamento del corpo a quello dell’ambiente circostante, e passando dal sogno al pensiero, dall’immaginario alla rappresentazione, dal singolo alla comunità» spiegano dal Museo.
E proprio il percorso scelto per sondare la vertigine passa attraverso scrittori, alpinisti, registi, filosofi e intellettuali. Da dove si parte? Da Buzzati. O meglio, da un disegno dell’artista bellunese tracciato sul retro di una lettera.
La mostra sarà inaugura sabato prossimo (4 giugno). Vernissage alle 18, poi l’esposizione sarà visitabile fino al 17 luglio, nei fine settimana dalle 16 alle 20, nelle stanze di via Mezzaterra a Belluno.





