Meno neve del solito. Meno pioggia del solito. E l’effetto lo hanno visto i tanti appassionati che si sono spinti fino al passo Fedaia per seguire la penultima tappa del Giro d’Italia. Un centinaio di metri dopo la linea del traguardo, infatti, si apriva la visuale sul lago di Fedaia, bacino artificiale dell’Enel.
In questa stagione, per effetto dello scioglimento della neve invernale e delle piogge primaverili, dovrebbe essere pieno. Invece la fotografia è spettrale. Una distesa di ghiaia e una “pozzanghera” in fondo, vicino allo sbarramento. L’erba sulla scarpata spiega dove dovrebbe arrivare il livello dell’acqua, normalmente. E lo stesso fa il colore più scuro sul muraglione alle spalle del lago. A occhio e croce, l’invaso è a un decimo della capienza “canonica”.
Non c’è da stupirsi: le nevicate sono state scarse durante l’inverno, e così lo scioglimento della neve non ha contribuito molto; tra gennaio e aprile poi le piogge sono state rarissime. Ecco quindi l’effetto siccità, che non riguarda solo il Fedaia. La preoccupazione è proiettata già all’estate: le difficoltà saranno soprattutto per l’agricoltura di pianura.






