C’è un nuovo affresco ad impreziosire i muri di Giaon, la frazione di Limana dalla quale si dipana, verso Valmorel, il “Sentiero Buzzati”, che ripercorre le strade che il grande scrittore bellunese era solito percorrere per cercare ispirazione. E’ stato inaugurato ieri ed è opera dell’artista alleghese Laura Ballis, coinvolta nell’iniziativa dall’attivissimo comitato frazionale. E’ ispirato all’ultima opera di Buzzati, “I miracoli di Val Morel”, una raccolta di immaginifici ex voto su miracoli attribuiti a Santa Rita.

L’opera, realizzata con l’antica tecnica della pittura “a fresco”, va così a fare compagnia alle altre tre opere a tema realizzate tra il 2006 e il 2008 da Dunio Piccolin, Vico Calabrò e Marta Farina. Quello realizzato da Ballis (che di Calabrò è stata allieva) racconta la storia di Anna Trevisson, “Neta Botegheta”. Nata nel 1889, restò vedova in giovane età, con 4 figli da sfamare (due di loro, purtroppo, morirono anch’essi molto presto). Senza abbattersi, si rimboccò le maniche, decidendo di acquisire una licenza per aprire una rivendita di Sali e tabacchi. Si è negli anni ’20 del ventesimo secolo, il settore è sottoposto a monopolio di Stato e per avere la concessione è necessario saper leggere e scrivere. “Neta Botegheta”, però, a scuola non ci era potuta andare. Ma non si perse d’animo e cominciò a studiare, imparando l’alfabeto e ottenendo così l’agognata licenza. Da lì, fino quasi alla sua morte (avvenuta a 89 anni) mandò avanti la bottega.
«La sua storia di straordinaria tenacia, raccontatami da Orazio De Toffol del comitato frazionale e dalla nipote Mery Reolon – spiega Ballis – mi ha colpito profondamente». Così l’artista ha voluto reinterpretarla nella pittura murale, attribuendo a Santa Rita il miracolo di imparare, in una notte, a leggere, scrivere e far di conto. Per realizzare l’opera ci sono voluti sette giorni. «Durante i quali – continua Ballis – ho trovato un clima di vera amicizia, un senso di comunità sempre più difficile da trovare».





