Timori olimpici, gli ambientalisti scrivono al Cio

Timori olimpici, gli ambientalisti scrivono al Cio

Difficile dire se ci saranno effetti tangibili. Intanto però a Losanna, sede del Comitato olimpico internazionale, un minimo di scossa tellurica c’è stato. Perché di solito le Olimpiadi sono una festa di popolo e una grande occasione per i territori, e in pochi potevano immaginare il grande clamore contrario di un gruppo di ambientalisti.

Invece è andata proprio così: Italia Nostra, Peraltrestrade Dolomiti, Comitato Civico Cortina e Gruppo Parco del Cadore hanno scritto a Thomas Bach, presidente del Cio. Una lunga lettera che trasuda preoccupazione per «la mancata trasparenza e per l’approssimazione con la quale vengono portate avanti le attività di organizzazione dei Giochi Olimpici invernali 2026» si legge in premessa. 

«I giorni scorsi abbiamo incontrato, a Cortina, una rappresentanza della Regione Veneto venuta a seguito nostra sollecitazione per informarci sullo stato della programmazione degli interventi previsti per le Olimpiadi 2026» scrivono gli ambientalisti. «L’incontro ha confermato le nostre più pessimistiche previsioni: sono stati confermati sia i gravissimi ritardi, sia le vistose difformità da quanto indicato nel Dossier di candidatura olimpico, con le conseguenze sociali, economiche e ambientali che ne derivano. In concreto, la progettazione preliminare del rifacimento della pista da bob è già stata portata a termine dallo studio Planingsburo Deyle di Stoccarda, ma nulla è stato reso pubblico su costi, tracciato, opere connesse, disboscamento, volumi di scavo e movimenti di terra. La valutazione delle alternative progettuali, già prospettate dal Cio, risulta carente in quanto non è stata sufficientemente approfondita l’utilizzazione della pista di Innsbruck».

Dubbi anche sul villaggio olimpico a Fiames, che per gli ambientalisti «tradisce la natura speculativa del progetto, evidenziando nel contempo la scarsa attendibilità del Dossier olimpico, tenuto anche conto dell’incertezza sul numero dei possibili utilizzatori della struttura: ad oggi non si conosce ancora il numero dei posti letto necessari per atleti e preparatori che si avvicenderanno nel corso delle gare». 

Analogo discorso vale per il contiguo centro stampa. E la medal plaza, prevista alla base del vecchio trampolino olimpico di Zuel, «risulta poco funzionale in quanto ubicata in zona fuori Cortina, in località priva di parcheggi e di ogni altro servizio». Ma le perplessità maggiori si incentrano sugli aspetti ambientali: «Le Valutazioni di Impatto Ambientale e la Valutazione Ambientale Strategica nazionale sono in forse o saranno parcellizzate così da depotenziare la loro efficacia; in forse anche l’attuazione di uno strumento ancor più importante, indicato anch’esso nel Dossier al paragrafo 58, lo Strain, il bilancio del valore ecologico. In compenso abbondano dichiarazioni di buona volontà, fino ad ora disattese. Di sicuro vi sono solo le importanti determinazioni, anche governative, che, in accompagnamento e con la scusa delle Olimpiadi (Decreto Ministero Infrastrutture e Trasporti 7/12/2020), prevedono un lungo elenco di opere, dall’alta velocità alle autostrade agli aeroporti, che andranno a interessare un vasto territorio già ampiamente compromesso. Altrettanto certo è che Cortina e la valle del Boite si presenteranno all’appuntamento delle Olimpiadi come un grande cantiere aperto, con le immaginabili conseguenze sulla viabilità, sui Giochi e sull’immagine stessa dell’Italia e del Cio».

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