Ex Chiesa dei Gesuiti, Addamiano: «L’inaugurazione? Uno spot elettorale»

Ex Chiesa dei Gesuiti, Addamiano: «L’inaugurazione? Uno spot elettorale»

L’apertura al pubblico dell’ex Chiesa dei Gesuiti? «Uno spottone elettorale».

Raffaele Addamiano, capogruppo di “Obiettivo Belluno – Fratelli d’Italia” in consiglio comunale, torna sull’inaugurazione, avvenuta sabato scorso, dell’ex Chiesa dei gesuiti di Viale Fantuzzi. Uno dei principali cantieri del primo bando di Rigenerazione urbana. Un intervento da oltre due milioni di euro.

«La riapertura al pubblico di uno spazio chiuso da almeno 150 anni è certamente un’opera meritoria», commenta Addamiano, che però pone qualche dubbio sulle tempistiche. «Nel giorno dell’apertura ho avuto modo di visitare la struttura – spiega – e oltre all’apprezzamento per il recupero architettonico, non ho potuto non notare come alcuni dettagli non fossero ancora completati».

Il capogruppo di “Obiettivo Belluno” non punta il dito solo sul collaudo dell’impianto elettrico, non ancora effettuato (e che ha costretto il candidato sindaco del Centrodestra, Oscar De Pellegrin, a non poter visitare la grande sala al piano superiore perché l’ascensore non funziona ancora), ma anche su una serie di particolari che dimostrerebbero come i lavori non siano ancora completati del tutto: «C’erano ancora dei biglietti attaccati alle colonne e alle pareti con indicazioni di cantiere», segnala Addamiano, che a questo punto si domanda «Perché tanta fretta di inaugurare la struttura nell’ultimo giorno utile per il taglio del nastro? Messa così, la cosa sembra proprio un grande spot elettorale».

Non solo. Guardando avanti, Addamiano se la prende anche con la mancanza di programmazione. «L’assessore Frison e il sindaco Massaro hanno detto che ora spetterà alla prossima amministrazione decidere cosa fare dell’ex Chiesa dei Gesuiti. Non si fa così: prima di iniziare un recupero così corposo bisognerebbe avere già le idee chiare su come gestire poi la struttura. Non si può lasciare la patata bollente nelle mani di chi verrà dopo».

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