Un fumetto guarda il mondo attraverso gli occhi di un bambino con autismo

Un fumetto guarda il mondo attraverso gli occhi di un bambino con autismo

Nelle scuole bellunesi ci sono 133 bambini e ragazzi con autismo. Saranno quasi 140 tra un anno. E ancora di più l’anno dopo. Per tutti loro, ma anche per insegnanti, famiglie e giovani in generale c’è un nuovo strumento di conoscenza. È un libro che guarda il mondo attraverso gli occhi di Roby. E chi è Roby? Il protagonista di “Sono autistico, vi racconto cosa vuol dire!”. È un ragazzo con disturbo dello spettro autistico, che durante la sua crescita e durante le sue giornate, incontra una grande varietà di persone in diversi contesti. Roby ha un naturale desiderio di comunicare, ma le cose non funzionano sempre come dovrebbero: non mancano i malintesi, le incomprensioni e le delusioni. 

Roby è frutto della felicissima penna di Roberto Totaro, maestro fumettista di fama nazionale. E delle conoscenze tecniche di Elena Collazuol, terapista della neuro e psico motricità dell’età evolutiva. E proprio Roby spiega, attraverso le scenette illuminanti e le illustrazioni del libro, come appaiono le cose dal suo punto di vista, come è possibile interagire con lui al meglio e naturalmente divertirsi insieme ai suoi coetanei.

«I fumetti costituiscono un mezzo di efficacia straordinaria per trasmettere a un pubblico molto vasto in modo immediato delle informazioni basate su solide evidenze scientifiche. Con questa modalità si vogliono raggiungere i compagni di scuola, i coetanei, gli amici e tutta la cittadinanza per contribuire a migliorare la qualità di vita e di relazione delle persone con autismo e di chi vive con loro nei diversi contesti» spiega la dottoressa Collazuol. «Il testo è accompagnato da brevi descrizioni di carattere scientifico, dalla spiegazione del progetto e dalla presentazione della rete di supporto che si sta gradualmente consolidando nel nostro territorio. Il libro infatti fa parte di una serie di azioni avviate negli ultimi anni in provincia di Belluno per sensibilizzare la collettività verso le persone con disturbo dello spettro autistico. La necessità di diffondere la conoscenza del disturbo nasce dalle più recenti scoperte scientifiche. Le ricerche in tutto il mondo stanno rilevando che l’autismo ha una diffusione più elevata di quanto si potesse registrare nel passato: il dato più recente del Center for Disease Control and Prevention Epidemiology Program Office riporta 1 caso ogni 68 bambini».

Il libro è stato stampato in 21mila copie, che saranno distribuite in tutte le scuole del Bellunese, dalle elementari alle superiori. E sarà presentato ufficialmente venerdì (25 marzo) alle 17.30 al Giovanni XXIII.

Ma come è nato “Sono autistico, vi racconto cosa vuol dire”? Da un caso specifico. «Una mamma mi ha chiamato, preoccupata – racconta Elena Collazuol -. Era stata al parco e il suo bambino, con autismo, aveva provocato la reazione di un’altra mamma. Questa donna si è sentita giudicata e da lì mi è venuta l’idea di raccontare che cos’è il disturbo dello spettro autistico».

Per la distribuzione del libro collabora attivamente anche lo sportello autismo dell’Ufficio scolastico provinciale, con il patrocinio della Provincia.

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