A metà quaresima c’è “Brusa la vecia”. È una tradizione secolare nel Bellunese, che affonda le radici nei riti di fertilità agraria. Quest’anno però ci si mette di mezzo la siccità. Quindi i falò saranno possibili solo a determinate condizioni. E soprattutto, solo se annunciati con largo anticipo e autorizzati.
Nel Comune capoluogo, bisogna chiedere il permesso al sindaco. Infatti sono in vigore sia l’ordinanza comunale relativa alle misure per il contenimento dell’inquinamento (di fatto, fino al 30 aprile sarebbero vietate tutte le combustioni all’aperto), sia lo stato di grave pericolosità per incendi boschivi, dichiarato dalla Regione del Veneto. Di fatto, non piove da mesi e una scintilla libera potrebbe innescare incendi di vaste proporzioni, difficili da spegnere.
Palazzo Rosso ricorda che «sono eccezionalmente possibili soltanto i falò rituali che vengano comunicati al sindaco». Senza comunicazione, il “brusa la vecia” sarà multato. Quindi per chi vuole celebrare metà quaresima come si faceva una volta (quest’anno la ricorrenza cade giovedì 24), sarà d’obbligo comunicare al Comune data, ora e luogo dell’evento via email (sindaco@comune.belluno.it). Poi, bisogna allestire la “vecia” con il solo utilizzo di materiali naturali (fascine di residui vegetali, carta non patinata e tela di origine vegetale). Assolutamente vietati plastiche, sacchetti, legno verniciato, riviste patinate e tessuti sintetici.
«Per quanto riguarda la prevenzione relativa alla sicurezza dell’evento, si ricorda l’importanza della pianificazione secondo le recenti normative» continuano dal Comune di Belluno. «E in particolare si raccomanda di verificare che il sito dove viene svolto l’evento sia idoneo per la pavimentazione e per le distanze di sicurezza dagli edifici vicini, nonché sgombro, nelle immediate vicinanze, dal deposito di materiali di natura combustibile. È importante mantenere a disposizione un numero adeguato di mezzi di estinzione in relazione alla grandezza dell’evento programmato e pianificare gli accessi all’area e soprattutto le vie di esodo da utilizzare in caso di necessità».





