«I tagli delle piante in atto in questi giorni in città sono necessari: non solo per la sicurezza di automobilisti e pedoni, ma anche per la salute delle piante stesse. Spiace che ci sia qualcuno che scambia, inconsapevolmente o meno, un’operazione di salvaguardia degli alberi per capitozzature, pratica attuata ormai decenni fa e che ora per tutelare le piante richiede invece interventi mirati». Ad affermarlo è l’assessore all’Ambiente del Comune di Belluno Alberto Simiele. Il quale replica alle polemiche scoppiate in merito ai lavori di potatura degli alberi cittadini.
Gli alberi sono stati potati con tecnica del “pollarding” o “a testa di salice”: è una sorta di cura che viene effettuata su piante già capitozzate, attraverso una tecnica che consente di mantenere in salute gli alberi con una struttura della chioma già irrimediabilmente compromessa. La capitozzatura, oltre ad alterare la forma della chioma, ha generato problemi di tipo fisiologico e fitosanitario: le piante si trovano ad avere rami con inserzioni deboli che, con l’aumentare del peso e delle dimensioni, sono suscettibili a rotture. Visto che la maggior parte delle piante insiste su strade e marciapiedi, è necessario che questi rami vengano eliminati con cadenza biennale – al massimo triennale – per evitare che si schiantino a terra procurando danni a cose e persone.
La gestione a “pollarding” è quindi l’unico modo che consente di ridurre il rischio di cedimenti di parti di chioma sulle piante capitozzate: «In alternativa – conclude Simiele – bisognerebbe valutare la totale sostituzione di questi filari alberati compromessi: avremmo maggiori benefici in termini ecologici-ambientali, paesaggistici ed economici, visto che i nuovi filari non richiedono potature per 10 e forse più anni, e queste potrebbero essere eseguite secondo buone e corrette pratiche arboricolturali, ma in questo caso i tempi di sostituzione sarebbero lunghissimi».
Sulla stessa linea di pensiero, l’assessore alle Manutenzioni Biagio Giannone: «Tutti gli interventi nelle scuole, nei giardini e lungo le strade, sono stai preceduti da accertamenti che hanno richiesto un approfondito lavoro da parte di un dottore forestale, professionista esterno all’amministrazione. Ed è stata interessata la Soprintendenza per le aree soggette a vincolo. Queste verifiche si sono rivelate molto importanti sul fronte della sicurezza, visto che ci hanno consentito di individuare situazioni pericolose che a una semplice vista esterna non sembravano indicare particolari criticità».





