“Con il Cai non sei mai solo”, prosegue la campagna tesseramento

“Con il Cai non sei mai solo”, prosegue la campagna tesseramento

Pulizia dei sentieri, manutenzione delle ferrate, gestione dei rifugi, corsi e attività di formazione. Il Cai è la montagna. Le numerose attività che l’associazione porta avanti grazie alle sue sezioni dislocate su tutto il territorio provinciale hanno bisogno però di essere supportate. È questo il messaggio lanciato nella campagna di tesseramento, che sta andando avanti proprio in queste settimane, con una visione unitaria delle sezioni bellunesi. 

«Il socio Cai è una persona che si distingue nell’ambiente montano perché porta con sé cultura, rispetto e salvaguardia del territorio» spiega Paolo Barp, presidente della sezione di Belluno. «Credo che aderire al Club Alpino Italiano sia un dovere per chi ama e frequenta la montagna, per chi la vuole vedere a 360° e non come un posto mordi e fuggi. Il Cai forma le persone per andare in montagna, con corsi che mirano alla sicurezza, e porta avanti numerose attività. Ritengo che la cultura sia fondamentale. Non siamo solo attivi per la pulizia dei sentieri e la manutenzione delle ferrate ma spieghiamo anche la storia del nostro territorio, impariamo a conoscerlo e a tutelarlo anche guardando agli eventi del passato. Siamo sempre presenti e credo che un ruolo di rilievo sia svolto dai rifugi. Un presidio importante in quota, soprattutto in condizioni spiacevoli e nelle situazioni più pericolose». 

Un concetto, quello della sicurezza e della presenza in montagna, che viene ribadito e sottolineato anche dal presidente del Cai di Feltre, Angelo Ennio De Simoi. «La gestione dei rifugi che viene fatta dal Cai ha lo scopo di mantenere un presidio in quota che altrimenti mancherebbe e verrebbe meno la sicurezza per chi frequenta la montagna. Sicuramente i gestori dei rifugi non lo fanno per interesse economico ma per un senso d’altruismo, di solidarietà e di condivisione proprio delle nostre genti. Sono questi i valori del Cai». 

Il ricambio generazionale inizia ad essere un problema anche nel Club Alpino Italiano. Le varie attività svolte spesso sono faticose e richiedono l’aiuto di nuove forze. Il presidente del Cai Alpago, Luca Dal Paos, è un esempio di come i giovani possano diventare un’arma fondamentale per le sezioni bellunesi. «Oltre al grande contributo economico che viene dato con l’iscrizione, credo che ci sia sempre più bisogno di soci attivi», sottolinea Dal Paos. «Ho scoperto la realtà del Cai, ho visto che c’era spazio per i giovani e oggi ce n’è ancor di più. Abbiamo bisogno di persone che sanno usare le nuove tecnologie e allo stesso tempo possiamo insegnare abilità manuali che stanno cadendo in disuso. Iscrivendosi inoltre si possono imparare un sacco di cose sulla montagna che magari a scuola non vengono insegnate, avvicinandosi così al territorio». 

in foto: Rifugio Padova (a Domegge)

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