C’è una montagna che produce energia idroelettrica per il resto del Paese, che paga lo scotto di avere sul suo territorio centraline e dighe. E nonostante tutto ha una bolletta della luce esorbitante. I bellunesi lo sanno bene. Adesso ad alzare la voce è anche Uncem, l’Unione nazionale dei Comuni e degli enti montani.
«Non ritengo sostenibile e possibile che siano i territori sui quali insistono impianti idroelettrici, invasi grandi e piccoli, impianti di grandi o piccola potenza, a pagare il caro-bollette dell’intero Paese» attacca Marco Bussone, presidente di Uncem. «Un problema enorme, che però non può vedere il prolungamento di concessioni o altri meccanismi ai danni dei territori e delle comunità locali. Lo diciamo al ministro Cingolani e a tutto il Governo, a tutti i parlamentari. Il patto con i territori sull’idroelettrico si scrive con soluzioni e non tagli per valorizzare il peso di quegli impianti, l’uso dell’acqua più la forza di gravità, che sono risorse delle montagne italiane. Si individui politicamente nelle comunità energetiche una buona formula per ridurre i costi dell’energia a carico delle imprese e delle famiglie».





