Collegamento sciistico Padola-Passo di Monte Croce Comelico: gli ambientalisti ricorrono al Tar.
In particolare, le associazioni Italia Nostra, Mountain Wilderness, Lipu e Wwf hanno impugnato davanti al Tar del Veneto le delibere del Comune di Comelico Superiore con cui sono state approvate le varianti relative a una serie di interventi progettuali: «Il Comune – spiegano gli ambientalisti – ha voluto procedere con il collegamento sciistico nonostante l’impatto fortemente negativo sull’ambiente in alcune aree protette dalla rete Natura 2000 e patrimonio Unesco».
C’è poi una questione economica: «Il fatto che per il collegamento sciistico siano già stati stanziati 26 milioni di euro, provenienti dal Fondo dei Comuni Confinanti (con la Provincia autonoma di Bolzano) rende ancora più grave la situazione, perché consolida un modo di procedere, secondo il quale prima si stanziano dei contributi pubblici e solo successivamente si fanno le verifiche ambientali, indispensabili e obbligatorie, che dovrebbero al contrario esserne il presupposto».
Il ricorso è partito: «Lo abbiamo presentato nello spirito di salvaguardia di un territorio, unico al mondo e prezioso, perché ancora conservato nella sua integrità. Da qui il riconoscimento Unesco: un valore che abbiamo il dovere di preservare anche per le generazioni future. Questo è pure il significato delle aree Natura 2000, che la normativa europea consente di alterare esclusivamente per ragioni di sicurezza pubblica. Ogni altra motivazione, in queste aree, è secondaria rispetto alla tutela dell’ambiente».
Secondo le associazioni, «i fondi stanziati potrebbero essere in parte investiti per creare lavoro con un turismo innovativo, che differenzi il Comelico dalle offerte turistiche delle aree circostanti, valorizzando lo stato di conservazione dei luoghi. E in parte possono essere spesi per servizi a favore della collettività, che contrastino realmente e nel lungo periodo lo spopolamento».





