Stagione sciistica e infrastrutture olimpiche: «Il Bellunese si gioca una bella fetta di futuro»

Stagione sciistica e infrastrutture olimpiche: «Il Bellunese si gioca una bella fetta di futuro»

«Il momento è davvero cruciale, soprattutto per la nostra provincia: tutti devono essere consapevoli e assumersi le responsabilità che competono loro, senza scusanti o ritardi ingiustificati». Tema? Stagione sciistica e infrastrutture olimpiche. Il coordinatore bellunese di Forza Italia Dario Scopel interviene in merito alle due questioni.

Riguardo all’avvio della stagione sciistica, Scopel fa proprie le preoccupazioni rilanciate in queste ore dagli impiantisti in merito all’applicazione delle normative sul controllo degli sciatori e l’utilizzo di piste e impianti di risalita. «Siamo oramai a pochi giorni dall’inizio di una stagione che si annuncia tra l’altro molto promettente e dal governo non sono ancora arrivate le linee guida, in particolar modo quelle relative all’estensione della capienza all’80%. Sembra che Roma e il governo centrale vogliano quasi “liberarsi” della questione, demandando alle singole ski area o alle società l’onere di dettare in proprio le regole di utilizzo, salvo poi essere chiamati a risponderne – dice Scopel -. È evidente che non può funzionare così. Dopo una stagione, quella dell’inverno passato, drammatica anche sul piano economico per un comparto che è rimasto completamente bloccato, i nostri operatori hanno assoluto bisogno e diritto di poter lavorare, e di farlo in piena sicurezza e con l’appoggio concreto ed efficace delle istituzioni di ogni livello, a cominciare da quelle nazionali».

Un altro argomento agita però il dibattito non soltanto bellunese in questi giorni ed è quello dei tempi e dei ritardi sull’esecuzione di alcune opere infrastrutturali in vista delle olimpiadi invernali di Cortina del 2026. 

«In questi giorni ha fatto sentire la sua voce, con una vera e propria strigliata in merito ai tempi di avvio dell’Agenzia Infrastrutture, anche il presidente nazionale del Coni Giovanni Malagò. Credo che dobbiamo prendere il suo intervento come una ulteriore sferzata di energia per ricompattare le fila e puntare diritti al traguardo» sottolinea Scopel. «Gli anni e soprattutto gli inverni che ci separano dal 2026 sono di importanza vitale per il futuro della montagna e di tutto il territorio bellunese; qui ci giochiamo una larga fetta della nostra immagine e del riposizionamento della nostra offerta turistica sul piano nazionale e internazionale. Mi auguro che tutti gli attori in campo, a cominciare dal governo centrale e dalla Regione Veneto ne siano davvero consapevoli: è l’ora dell’accelerazione decisa senza “se” e senza “ma”».

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