Traffici illeciti di rifiuti speciali e rese dei conti. Episodi inusuali per il Bellunese. E la Lega drizza le antenne: «Non possiamo chiudere gli occhi, ma vigilare ed essere collaborativi».
Alla luce dei prossimi appuntamenti sportivi, le Olimpiadi del 2026, l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin fa appello alla coscienza e al senso di civiltà di ciascun cittadino. Perché gli ultimi casi di cronaca hanno mostrato come Belluno sia ben nota ai clan mafiosi che da tempo hanno iniziato a rivolgere gli occhi verso la provincia dolomitica. «Il nostro territorio si trova in un momento particolarmente delicato – commenta Bottacin -, prima con i cantieri di ricostruzione post Vaia, per i quali però non ci sono state segnalazioni rilevanti, e poi con quelli per i Mondiali e le Olimpiadi. L’unico modo per difenderci dalle infiltrazioni è la collaborazione di tutti, il gioco di squadra che deve coinvolgere ogni membro della comunità. Oggi la mafia è in giacca e cravatta, contatta imprenditori puliti, magari in difficoltà e chiede favori a fronte di un corrispettivo economico. Sono dinamiche molto diverse da quelle di un tempo, più subdole e più nascoste».
Le gare europee e il controllo serrato sui requisiti delle aziende a cui si affidano gli appalti sono un primo passo fondamentale, il secondo è la denuncia da parte del cittadino e dell’imprenditore. «Anche la chiacchiera raccolta al bar può essere un tassello importante all’interno di un’indagine» conclude Bottacin, che rivolge un appello al suo territorio e alla sua gente, sindaci compresi: «Per noi magari non significa niente, ma per gli inquirenti l’informazione fornita può essere determinante. Ai sindaci rivolgo lo stesso appello: segnalare tutto, sempre, perché quando l’appalto di un cantiere non va a buon fine e i lavori si bloccano, ricordiamocelo, a pagarne i costi è la collettività. In Veneto possiamo contare su una macchina inquirente che funziona molto bene, negli ultimi anni numerose indagini si sono concluse in modo positivo».





