Tra solidarietà e diritto allo studio: fondi per la scuola e il territorio

Tra solidarietà e diritto allo studio: fondi per la scuola e il territorio

Dalle t-shirt ai libri: grazie all’azione di alcuni giovani, sono stati raccolti 573 euro destinati alla scuola, in un’ottica di sensibilizzazione al diritto allo studio.  

È il risultalto finale del progetto di solidarietà “Happiness is… helping others!”, promosso dall’Area Europa del Comitato d’Intesa di Belluno e finanziato da Agenzia nazionale per i giovani nell’ambito del programma European Solidarity Corps.  

«Un progetto ambizioso, di cui la raccolta fondi per la scuola è solo il tassello finale, ideato durante i mesi di lockdown a fronte dell’acuirsi dei fenomeni di povertà e di esclusione sociale» spiegano i promotori «che si è posto l’obiettivo primario di avviare un percorso di cittadinanza attiva per supportare le numerose famiglie bellunesi duramente colpite dalla crisi economica da Covid-19, chiamando a raccolta i giovani under 30 del territorio». 

Numerose le azioni messe in campo dai giovani volontari nel corso dei dodici mesi: prima un momento di formazione sul tema del fundraising, poi l’organizzazione di due campagne di raccolta fondi: una a sostegno dei giovani artisti bellunesi colpiti dalla crisi, realizzata la scorsa primavera in collaborazione con il Fondo Welfare della Provincia di Belluno. E l’ultima, appena conclusa, a sostegno dell’iniziativa “Tutti a scuola?!”: ideata dall’associazione “Insieme si può”, ha l’obiettivo di sensibilizzare le persone sulle diseguaglianze nell’accesso all’istruzione.

«Abbiamo deciso di farci artefici e promotori di questa raccolta fondi tramite l’ideazione di una cinquantina di t-shirt, tutte realizzate da noi stessi sperimentando la tecnica della serigrafia, utilizzando cotone a marchio Fair Trade», chiariscono i partecipanti. «Ci siamo poi attivati per distribuirle ad offerta libera, raccogliendo una somma di 573 euro, che abbiamo deciso di destinare in toto a “Insieme si Può”. Il nostro contributo sarà poi convertito in “buoni libri” a favore delle famiglie bellunesi che si trovano in difficoltà economica».

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