Il concetto di specificità non è superato. Semmai è inglobato nella nuova parola d’ordine che emerge dalla montagna. È la “prossimità”, proposta a gran voce dalla Festa dell’Unità di Pus-Pian Longhi e sposata anche dal segretario Pd Enrico Letta, salito in Nevegal apposta per l’occasione, ieri mattina (domenica 22 agosto), sotto il tendone storico rivisitato per le norme anti-Covid (obbligo di Green pass all’ingresso, contrariamente a quanto sostengono alcuni).
Lui, il segretario nazionale, si siede ai tavoli tematici. Ascolta le persone e gli amministratori. Poi – solo poi – tira le somme. E spende parole al miele per la montagna, «che in Italia è casa di 10 milioni di persone e non possiamo dimenticarlo».
Eccola allora la parola d’ordine: prossimità. Che significa «farsi prossimi, vicini» spiega Letta. «E poi significa accorciare le distanze. Qui la sfida non è tanto far capire che la qualità della vita in montagna è migliore: lo si sa, e dopo il Covid il concetto è praticamente unanime. Il problema è un altro: che la montagna non è centrale e diventa difficile vivere e lavorare qui. Superare la distanza fisica è il modo per vincere le difficoltà della montagna».
Il “programma” insomma c’è. Tra il dire e il fare però ci sono tutte le declinazioni pratiche dell’accorciare le distanze. Ma anche qui le idee sono chiare, ben espresse dai tavoli tematici che hanno messo insieme diverse montagne: quella bellunese, ma anche quella friulana e trentina, con apporti dalla Lunigiana e dall’Irpinia. Per tutti, il segreto sono le infrastrutture, fisiche e digitali: solo con strade e banda larga si accorciano le distanze. E poi servono servizi: sanità e scuole soprattutto. Infine, una nuova governance del territorio, fatta di semplificazione burocratica e fiscale.
«Bisogna riconoscere che la montagna può essere un luogo per lo sviluppo del Paese – ha concluso il deputato Pd Roger De Menech -. Quello di oggi è un primo punto, per passare dalla pianificazione alla concretezza dell’azione politica».






