«Finalmente è finito il business della gestione migranti». Il deputato della Lega Mirco Badole si sofferma sui bandi della Prefettura per la gestione dell’accoglienza ai richiedenti asilo. E attacca: «Dopo anni in cui le candidature ai bandi contavano sempre almeno 4, 5 cooperative, l’ultimo emanato da Palazzo dei Rettori è andato deserto per quanto riguarda l’accoglienza nei centri collettivi e ha avuto una sola risposta quello per l’accoglienza in piccole unità abitative».
Badole chiama in causa il leader del suo partito: «Nel 2019 l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini abbassò la quota giornaliera di spesa a migrante da 35 euro di base d’asta a 21, ora il costo oscilla tra i 24,57 e i 29,30 euro. E l’aver abbassato il costo giornaliero ha tolto il velo su quello che era diventato ormai un business. Ora che i guadagni si sono abbassati si fa avanti una sola cooperativa, è un caso? Salvini era sulla strada giusta quando diminuì la spesa a 21 euro, evidentemente sotto i 35 la questione non fa più gola».
Il deputato allarga il ragionamento: «In un momento in cui la nostra economia necessità di una spinta a ripartire, le strutture ricettive come gli alberghi devono essere adibiti alla loro funzione originaria – commenta -, devono poter accogliere turisti. Sarebbe davvero paradossale impiegare diversamente le nostre strutture e poi imporre ai visitatori di cercare posto da dormire altrove. Cerchiamo di essere lungimiranti e di seguire la vera vocazione del Bellunese, quella turistica. Questo naturalmente nulla ha a che fare con la disponibilità a fronte di situazioni emergenziali come quella afghana, per la quale è giusto e necessario dare tutto l’appoggio umano e di accoglienza. Qui parliamo di gestione pressoché continuativa dell’accoglienza ai migranti economici, sulla quale per troppo tempo si è fatto business».





