Si allarga l’Altanon, Ascom sul piede di guerra: «Il centro storico muore»

Si allarga l’Altanon, Ascom sul piede di guerra: «Il centro storico muore»

Altri negozi fuori dal centro storico. Altro spazio per i centri commerciali. A Feltre continua a tenere banco la querelle Altanon. E stavolta rischia di essere duro lo scontro con l’amministrazione comunale. Perché anche Confcommercio si schiera contro. Con la richiesta di trovare un nuovo equilibrio, pena la morte del commercio in centro storico.

«Circa tre anni fa, all’indomani di quella che si pensava sarebbe stata la decisione definitiva sul progetto Altanon, Confcommercio aveva scritto che la soluzione adottata, sebbene non di certo la migliore possibile, sarebbe stata accettabile “per chiudere il capitolo della burocrazia e delle carte bollate, auspicando di aprire il tempo di una nuova progettualità per ridare vitalità a Feltre e al suo territori”» premette l’associazione dei commercianti, guidata da Paolo Doglioni (in foto). «Di pochi giorni fa la notizia di un ulteriore “schiaffo”: altri 900 metri di negozi che si aggiungono ai 4.000 già assegnati. Significa spostare ulteriormente il baricentro del sistema commerciale cittadino dalla città “storica” verso l’esterno».

Dalla constatazione all’attacco, il passo è breve. Tanto che l’associazione di categoria annuncia che farà «le opportune verifiche sulla fattibilità dell’operazione». «Al di là di questo, però, duole verificare che le numerose rassicurazioni sulle intese intercorse tra amministrazione e proprietà circa la definitività della sistemazione dell’area siano state disattese. C’è perlomeno da sperare che vi sia un’adeguata contropartita in termini di opere di pubblica utilità e una sistemazione complessiva che favorisca l’accesso alle zone centrali evitando la creazione – come da sempre temuto – di un polo a sé stante incapace di comunicare con il centro cittadino».

La richiesta alla giunta è una sola: «È assolutamente indispensabile che tutti gli sforzi fatti finora per trovare un nuovo equilibrio del sistema commerciale cittadino, già compromessi dalle scelte del passato e messi a dura prova dal lungo periodo di pandemia, non siano ulteriormente frustrati da situazioni che si pensavano chiuse e ora si modificano in peggio, nella speranza che questo sia l’ultimo atto e non ci siano ulteriori concessioni per ulteriori superfici».

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

TAG
CONDIVIDI
Articoli correlati

© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019

Torna in alto