Funzione pubblica Cisl, è Mario De Boni il nuovo segretario generale

Funzione pubblica Cisl, è Mario De Boni il nuovo segretario generale

Mario De Boni, 48 anni, feltrino (a sinistra, nella foto), è il nuovo segretario generale della Cisl Fp Belluno Treviso. Succede a Fabio Zuglian, al timone della Federazione del pubblico impiego di Belluno dal 2008, e di Belluno Treviso dall’unificazione territoriale avvenuta nel 2013. De Boni è stato eletto a Pedavena dal Consiglio generale territoriale. Confermata Silvia Carraretto in segreteria (al centro, nella foto). Eletto per la prima volta segretario Giovanni Fabbian (a destra). 

Sono oltre 5.000 gli iscritti alla Fp Belluno Treviso nelle due province, un dato in crescita costante da quattro anni, in rappresentanza dei circa 11mila lavoratori della sanità (3.000 a Belluno e 8.000 a Treviso), 5.612 degli enti locali (1.579 a Belluno, 4.033 a Treviso), 1.820 delle funzioni centrali (370 a Belluno e 1.450 a Treviso) e 7.850 delle case di riposo (2.110 a Belluno, 5.740 a Treviso).

Mario De Boni è un infermiere. Dal 1995 è dipendente della Ulss 1 Dolomiti. In aspettativa dal 2014, nel 2018 è entrato nella segreteria della Fp occupandosi del comparto socio-sanitario. È stato anche componente della Rsu della ex Ulss 2 di Feltre.

«Ringrazio il Consiglio generale per la fiducia – commenta il neo segretario De Boni – e il segretario uscente per il prezioso lavoro svolto in questi anni. Il mio impegno e quello della squadra è stato e sarà in continuità con gli obiettivi perseguiti negli ultimi anni di attività. Questa è una fase molto importante per l’intero settore dei servizi pubblici, messi a dura prova dalla pandemia, basti pensare a tutto il comparto della sanità e delle case di riposo. Oggi la grande partita del rinnovo dei contratti, così come quella delle assunzioni, è la prima che deve essere giocata a livello nazionale: sono in corso le trattative per il rinnovo contrattuale dei comparti del Pubblico Impiego (funzioni centrali, sanità, e funzioni locali) e del terzo settore (cooperative e Uneba), in un’ottica che deve necessariamente contemplare i cambiamenti connessi proprio all’emergenza sanitaria: oltre a stabilire gli incrementi retributivi, i nuovi contratti dovranno disciplinare gli istituti normativi dello smart working e riformare l’ordinamento professionale di tutti i comparti, ovvero le qualifiche del personale non dirigente, un capitolo fermo dal 1999».

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