La provincia è penalizzata. E la misura è colma. Per questo, il movimento civico Belluno Sviluppo e Futuro ha dato incarico a uno studio legale per effettuare una segnalazione al Garante della Concorrenza e del Mercato.
«A nostro avviso – spiega Ivan Marchetti – ci sono delle irregolarità nei passati Dpcm e nell’ultimo, emanato lo scorso 2 marzo, in ordine alla concorrenza del libero mercato». Il motivo è legato ad alcune situazioni che il movimento civico giudica quantomeno contraddittorie: «Rimangono aperti autogrill e mense, dove puoi sederti e mangiare a pranzo e cena, mentre ristoranti e bar restano chiusi. Senza considerare i diversi orari degli asporti per attività di fatto uguali. Tutto ciò provoca grande difficoltà al settore della ristorazione: in particolare nel territorio bellunese, già penalizzato da un decennio di meteo avversi e messo in ginocchio dalla pandemia».
Con le prossime aperture, però, la situazione non sembra migliorare di molto: «La segnalazione ad Agcm è stata realizzata raccogliendo in tanti giorni le indicazioni pervenute dopo un confronto tra ristoratori e baristi, e raccogliendo diverse adesioni anche di sigle importanti come quella dell’Associazione Veneto Imprese Unite che ha appoggiato l’iniziativa».
Il testo è stato poi affidato all’ufficio legale del movimento bellunese (avvocati Martino Fogliato del foro di Belluno e Giuseppe Ferrulli del foro di Bari): «C’è grande attenzione da parte di Belluno Sviluppo e Futuro – conclude Marchetti – per un territorio troppo spesso emarginato, ma molto produttivo. Bisogna sconfiggere la pandemia, ma con misure eque che tutelino il mercato e la concorrenza leale. Servono interventi immediati per un rilancio in un panorama internazionale del nostro Bellunese e del Veneto, anche in vista delle prossime Olimpiadi del 2026».





