Era la notte tra il 5 e il 6 dicembre 2020: la notte dell’alluvione. Della paura. Del fango e dell’acqua.
La notte dell’evacuazione del Centro servizi socio-assistenziali, a Puos d’Alpago: 76 ospiti, non autosufficienti, costretti a trasferirsi in altre strutture della provincia. Perché la loro casa di riposo era diventata inagibile.
Da allora non sono più tornati. E il personale? Idem: da mesi, ormai, una buona parte opera all’interno della Rsa “Marmarole” di Pieve di Cadore.
Ma si intravvede la luce del futuro, dopo il buio di quella notte di maltempo.
Perché i lavori per rimettere a nuovo la struttura di Puos stanno per decollare: ancora due mesi e mezzo, poi si parte. Nel mese di giugno, infatti, si apriranno i cantieri. E tutto dovrebbe essere sistemato entro settembre.
Negli ultimi giorni, l’Unione montana Alpago ha ultimato la perizia di stima dei danni subiti ai beni mobili e immobili: in questo senso, la spesa complessiva ammonta a 735mila euro a cui si sommano oneri di progettazione, coordinamento della sicurezza e Iva per un importo totale di oltre un milione di euro. Nello specifico, 1.250.000.
«I lavori che dovranno essere svolti – spiegano dall’ente territoriale – sono diretti al ripristino della funzionalità dell’impianto elettrico e di riscaldamento, alla prevenzione incendi, oltre che agli impianti elevatori e della pavimentazione. L’intervento manutentivo non andrà a modificare i requisiti strutturali e di funzionamento del Centro servizi».





