«Vaccinarsi è un obbligo morale»: l’Ordine contro i medici no – vax

«Vaccinarsi è un obbligo morale»: l’Ordine contro i medici no – vax

Vaccino sì, vaccino no. E’ l’argomento del momento: ora che il covid piano piano sta mollando la presa e la campagna vaccinale sta cominciando a funzionare a pieno regime (sono 5.174 le persone che hanno già ricevuto anche la seconda dose di vaccino) vengono alla luce i primi casi di no vax tra gli operatori a vario titolo nel mondo della sanità. Dopo le due volontarie della Croce Rossa di Feltre, momentaneamente sospese dal servizio in ambulanza perché non intenzionate a vaccinarsi, è stata la volta di alcuni operatori delle case di riposo. Si conta perfino una farmacista. D’altra parte, non c’è nessuna legge che obblighi a vaccinarsi.

«Ma è un obbligo deontologico e morale», avverte l’ordine dei medici della provincia di Belluno, che cerca di mettere le cose in chiaro: «Naturalmente qualsiasi medico per scelta individuale può vaccinarsi – spiega il presidente dell’ordine, Stefano Capelli – ma assumendosi le responsabilità delle eventuali conseguenze».

Che sarebbero? «Un medico non vaccinato si assume il rischio aggiuntivo correlato alla possibile trasmissione dell’infezione ai suoi pazienti. Un caso, naturalmente, non coperto da alcuna assicurazione». Senza contare gli eventuali strascichi in sede giudiziaria civile.

Nel caso di medici convenzionati con il servizio sanitario nazionale la scelta di non vaccinarsi, per Capelli, potrebbe spingere «La parte datoriale, potrebbe arrivare a rescindere il contratto». Inoltre, se un medico «si facesse parte attiva contro la vaccinazione, su social, media o nell’esercizio della professione, incorrerebbe di sicuro in un provvedimento disciplinare».

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