Il gruppo provinciale di Forza Italia esprime la sua perplessità sul futuro della sanità bellunese. In modo particolare, dopo aver saputo le modalità con cui l’Ulss 1 Dolomiti intende procedere al reclutamento dei 15 medici anestesisti attualmente mancanti negli ospedali: ovvero, decidendo di non aderire al concorso su base regionale indetto da Azienda Zero. «Senza entrare nel merito della polemica scatenatasi in questi giorni, è necessario fare chiarezza sul futuro della sanità provinciale e delle strategie che i vertici dell’Azienda sanitaria intendono mettere in campo per dare stabilità alle piante organiche», sottolinea il coordinatore provinciale di Forza Italia Dario Scopel.
«Se la questione legata ai medici anestesisti è cruciale, e addirittura vitale alla luce della grave crisi in atto per l’epidemia, è altrettanto importante allargare lo sguardo agli altri servizi specialistici che, nei nostri ospedali, soffrono da tempo di una forte carenza di medici e non solo».
Il coordinatore azzurro è consapevole delle difficoltà di attrarre in montagna figure professionali di riferimento: «Ma è ora di mettere in campo una programmazione che guardi oltre le emergenze contingenti, coperte di volta in volta con soluzioni a breve scadenza o con il ricorso ai consulenti esterni retribuiti “a gettone”». Il tema, peraltro, non riguarda solo i medici: «Ci preoccupa pure quanto sta avvenendo nell’ambito delle professioni infermieristiche e socio-assistenziali, con la continua rincorsa di personale tra Azienda sanitaria e Rsa».
Infine, l’appello: «Alla direzione dell’Azienda sanitaria Bellunese e alla Regione Veneto affinché mettano subito in campo tutti gli strumenti necessari per garantire ai nostri cittadini le risposte che si aspettano e che, considerati i ritardi subiti a causa della pandemia in corso, non possono essere rimandate oltre».





