Quando la crisi sanitaria sarà definitivamente alle nostre spalle, dovremo fare i conti con le macerie lasciate dalla pandemia. Mesi di lockdown e aperture a singhiozzo, d’altra parte, non passano senza lasciare traccia. Soprattutto in una provincia come Belluno, che vive di manifattura, ok, ma anche di turismo. Un settore che, a parte i pochi mesi estivi, è stato di fatto azzerato. I numeri sono qui a dimostrarlo. I dati Inps sulla cassa integrazione sono drammatici. Belluno è la provincia dove se ne è fatto più uso: sono state 19 milioni le ore di Cig covid autorizzate, con il coinvolgimento di 30mila lavoratori. In pratica 151 dipendenti ogni mille abitanti sono stati beneficiari dell’ammortizzatore sociale. Un record assoluto a livello veneto.
«E temiamo che il peggio debba ancora arrivare – lancia l’allarme Massimiliano Paglini, segretario generale della Cisl Belluno Treviso – perché gli effetti delle chiusure di Natale e dei primi mesi dell’anno non sono registrati in questi dati. La desolazione nei paesi di montagna è percepibile così come altrove: negozi chiusi, impianti fermi, una tragedia. E davanti a noi il timore dello sblocco dei licenziamenti a fine di marzo. Se non arriveranno proroghe si apriranno scenari drammatici soprattutto perché le aziende potrebbero non essere più in grado di ripartire. E se nel 2020 in provincia di Belluno i posti di lavoro persi rispetto all’anno precedente sono stati 4.400 – secondo i recenti dati resi noti da Veneto Lavoro – il 2021 potrebbe essere peggiore».
Già, ma che fare? Paglini espone la sua ricetta. «Occorre immediatamente agire sinergicamente su due piani, quello contingente per garantire continuità alle imprese, e quello a lungo termine per far uscire la provincia dall’isolamento. È necessario un progetto condiviso a livello territoriale per la tutela dell’occupazione e la tenuta del tessuto economico-sociale di un territorio che paga anche il prezzo di infrastrutture carenti, del calo demografico e dell’inesorabile spopolamento. Vanno coinvolti tutti i soggetti che abbiano a cuore la provincia di Belluno, dalla Provincia alle associazioni di categoria. La Cisl è pronta: chiediamo che la politica, in particolare, batta un colpo».





