La squadra mobile di Belluno ha denunciato all’autorità giudiziaria 5 persone per truffa in concorso. Tutti di età compresa tra i 25 e i 40 anni, residenti fuori provincia: in parte nel Bresciano e in parte nella provincia di Chieti.
Il caso nasce a inizio luglio, quando un cittadino bellunese decide di vendere i mobili di una sua camera da letto. E l’annuncio viene pubblicato su www.subito.it: costo? 400 euro. Immediatamente si fa avanti uno sconosciuto: «Sono disposto a pagare un sovrapprezzo di 100 euro qualora la transazione avvenga con tempi celeri».
A quel punto, la vittima si reca a un Atm del centro, convinto dal truffatore che il corrispettivo della vendita gli sarebbe stato accreditato direttamente sul conto corrente. Inserita la tessera Bancomat, il bellunese segue le indicazioni del truffatore per l’importo di 502 euro. Ma l’operazione non va a buon fine. E la storia si ripete tre volte, con importi superiori al migliaio di euro.
Nonostante le insistenze del truffatore, la vittima si rifiuta di proseguire con ulteriori tentativi e sospende le comunicazioni con il delinquente, sospettando di essere stato truffato. E così è, visto che la filiale della banca documenta operazioni fraudolente per un totale 5.790 euro totali.
Poiché l’intestatario dell’utenza che aveva contattato la vittima appartiene a un soggetto straniero inesistente, l’analisi delle transazioni ha permesso agli investigatori di scoprire gli intestatari delle carte prepagate su cui è stato fatto confluire il denaro della vittima. Si tratta di soggetti con precedenti di polizia per reati analoghi commessi sull’intero territorio nazionale.
Si tratterà ora di comprendere se i denunciati siano o meno dei prestanome, utilizzati da un unico regista per intestare le carte prepagate e compiere questo tipo di frodi.





