Ricerche a vuoto anche a Ferragosto: non si trova l’escursionista romano, scomparso nelle acque delle cascate di Fanes.
Le forti correnti e la portata proibitiva non hanno permesso l’ispezione dell’intera vasca.
L’uomo, che si trovava con la moglie in località Ponte Alto, si era incamminato lungo la ferrata Giovanni Barbara per andare a vedere le cascate. A lanciare l’allarme attorno alle 13.30, delle persone che, dal Belvedere sul versante opposto, lo avevano visto cadere dal sentiero e finire nella vasca, una sessantina di metri più sotto, senza riemergere.
Attivati dal 118, subito sul posto si erano portati il Soccorso alpino di Cortina e il Gruppo forre del Soccorso alpino e speleologico Veneto, i Vigili del fuoco con il nucleo Saf, i soccorritori del Sagf e i Carabinieri. Un primo tentativo di controllo nella vasca – oltre 10 metri di diametro per 8 metri di profondità – era stato fatto già sabato, ma l’elevato rischio di essere risucchiati dalle correnti, per chi si immerge, ha fatto subito rientrare i tecnici.
È stato poi perlustrato il greto del torrente Fanes e l’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites di Bolzano lo ha sorvolato fino al Boite. A quel punto, il Soccorso alpino di Cortina ha posizionato due reti sotto la vasca, da cui nel pomeriggio erano emerse una giacca a vento e una scarpa, mentre i Vigili del fuoco hanno presidiato tutta la notte il ponte, in località Pian de Loa.
Alle 8 di ieri mattina, ai soccorritori presenti dall’alba si sono affiancati due speleosub del Soccorso alpino e speleologico Veneto e i sommozzatori.
Oggi, invece, verranno valutate nuovamente le condizioni rispetto alla portata della cascata, per capire se sarà possibile rientrare in acqua, e verrà utilizzata una videocamera subacquea per cercare di visionare la pozza.





