Valori, difesa della dignità, amore. E l’insegnamento a un figlio. Tutto questo, e molto altro, è racchiuso nel brano suggerito dalla cantante Jessica Da Re: “Vietato morire”
Il titolo sintetizza con grande forza tutto il significato della canzone: vietato morire ė un’esortazione a non mollare, al saper distinguere i valori, al saper difendere la propria dignità.
Un invito a cogliere il bene anche nelle situazioni che di bene hanno poco, un invito a lasciar andare le cose brutte.
Un invito a saper sorridere anche quando si è stati presi a pugni in faccia, anche quando i lividi inferti dalla prevaricazione hanno tracciato strade profonde sul nostro corpo.
Disegnare l’amore quando si è stati protagonisti di un libro di odio è ciò che siamo chiamati a fare se vogliamo difendere l’umanità.
Se vogliamo continuare a essere uomini, dobbiamo ricordarci che l’amore non colpisce in faccia mai e che siamo noi a favorire qualsiasi cambiamento.
Spetta a noi stringere i denti e prendere a morsi la vita, se non vogliamo subire passivamente le ingiustizie.
Una frase tra le tante arriva prepotente a darci un messaggio: «Figlio mio ricorda che l’uomo che tu diventerai non sarà mai più grande dell’amore che dai».
Questo per ricondurci alla nostra umile condizione umana. Possiamo diventare potenti, idoli ed eroine, ma ciò che ci distinguerà da tutti gli esseri viventi, e che darà senso al nostro essere uomini, sarà l’amore che sapremo donare.
A seguire un ulteriore messaggio che funge da testamento: «Figlio mio, ricorda bene che la vita che avrai non sarà mai distante dall’amore che dai».





