Assembramenti ed eccessi: «Così non va, chiudiamo il locale»

Assembramenti ed eccessi: «Così non va, chiudiamo il locale»

Un cartello. Un messaggio. E il ritorno al lockdown nonostante la fase 2 consenta di riaprire. Solo che stavolta la chiusura non è calata dall’alto: è decisa volontariamente. Anzi, è una scelta. 

«Mi spiace tanto, ma se non ci impegniamo a rispettare le regole, preferisco tenere chiuso». Recita così il foglio appeso davanti all’ingresso dell’Hosteria Alpino di Mel. La porta è chiusa e le luci spente all’interno. Come mai? Perché nei giorni scorsi qualcuno ha esagerato con gli assembramenti. L’entusiasmo da “liberi tutti” della fase 2 ha mostrato atteggiamenti eccessivi. E i gestori del locale hanno scelto di darci un taglio.

«Lavorare così, dovendo fare i cerberi di continuo per non essere multati, non ci piace. Quindi meglio tenere chiuso nel fine settimana. Speriamo che qualcuno capisca» dice Lucia, contitolare dell’Hosteria insieme al marito Fabio Scarton. E quel qualcuno sono gli avventori che nei giorni scorsi hanno esagerato.

«Il nostro locale è molto spazioso. Per rispettare tutte le norme del distanziamento abbiamo tolto spazio alla ristorazione. Abbiamo creato dei tavolini che consentissero a chi frequenta il bar di stare a un metro di distanza l’uno dall’altro – spiega Lucia -. Ma è comunque ingestibile. I clienti giovani e giovanissimi preferiscono stare in piedi, spostarsi fuori, sulla strada». Assembramenti in piena regola, o giù di lì. «È successo qualche sera fa, e le forze dell’ordine, in maniera più che gentile, ci hanno fatto capire che eravamo a rischio multa – continua Lucia -. Abbiamo provato a spiegare agli avventori che bisogna rispettare le regole del distanziamento, seduti ai tavolini… I giovani, evidentemente, sono abituati a un tipo diverso di aggregazione. Per noi è un problema. E così abbiamo preferito chiudere per il fine settimana».

L’Hosteria Alpino riaprirà domani (lunedì 25 maggio). Per la clientela del mattino, per la classica ombretta. E per l’aperitivo serale? Tutto da vedere e capire. «Non tengo aperto solo per prendermi una multa» ammette Lucia. Che si dice preoccupata per l’assenza di sagre estive. «Non possiamo essere noi bar ad avere sulle spalle tutta la responsabilità dell’aggregazione dei giovani, se da parte degli avventori non ci viene data una mano. Noi abbiamo predisposto tutto per essere ligi. Oltre ai tavolini interni ed esterni distanziati, abbiamo messo anche un campanello per le ordinazioni. Con gli altri gestori chiederemo una mano anche all’amministrazione comunale. Il messaggio agli avventori è uno solo: dateci una mano a lavorare nel rispetto delle regole».

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