Tentò una rapina a Cavarzano: obbligo di dimora per un albanese

Tentò una rapina a Cavarzano: obbligo di dimora per un albanese

Insieme a 3 complici aveva provato a rapinare un appartamento a Cavarzano, lo scorso 16 novembre. Ora, dopo mesi di indagini da parte della Squadra mobile di Belluno, per uno di loro, G.S, trentenne di origine albanese, è scattato l’obbligo di dimora nel Comune di Alessandria, dove risiede.

Lo scorso 16 novembre alle 18.30 G.S., assieme ad altri tre complici (tutti di origine albanese) era riuscito ad introdursi in un appartamento di Cavarzano. I quattro erano stati però sorpresi dal rientro del padrone di casa, un giovane bellunese, che vedendoli si era messo ad urlare chiedendo aiuto. La banda era però riuscita a scappare, spintonando il giovane durante la fuga e riuscendo a far perdere le proprie tracce. Magro il bottino: poche decine di euro e una catenina d’argento.

Da lì è iniziato un minuzioso lavoro di indagine da parte della Squadra mobile di Belluno. Attraverso l’analisi dei transiti veicolari in entrata e uscita dalla città gli investigatori sono riusciti a risalire ad una Fiat Bravo (di proprietà della moglie di G.S.) e ad un camper. Entrambi i veicoli erano collegati ad un gruppo di cittadini albanesi residenti nella città piemontese e traferitisi a Belluno per compiere alcune rapine, dopo aver posteggiato il camper al parcheggio di Lambioi per avere un punto di appoggio stabile.

A fine dicembre le abitazioni dei sospettati sono state perquisite. A casa di G.S. è stato rinvenuto un Iphone che, una volta analizzato, ha permesso di scoprire come il 16 novembre (pochi minuti prima della tentata rapina in appartamento) lo stesso avesse agganciato la cella telefonica a poco più di 500 metri dall’abitazione. La prova regina che mancava e che ha permesso al Giudice per le indagini preliminari di eseguire l’ordinanza di obbligo di dimora.

La conferma che G.S fosse dedito a reati predatori è arrivata anche dalla Spagna, dove lo scorso 5 gennaio l’albanese è stato indagato a piede libero per una serie di furti con scasso. Oltre a lui, incarcerato anche uno dei complici coinvolti nelle indagini per la rapina a Cavarzano. I due, per la trasferta in Spagna avevano utilizzato la stessa Fiat Bravo protagonista anche del raid bellunese.

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