«Il sacrificio è necessario per arrivare alla liberazione: ce lo insegna la Storia»

«Il sacrificio è necessario per arrivare alla liberazione: ce lo insegna la Storia»

 

Anomalo, irrituale e senza celebrazioni aperte al pubblico. Ma il 25 aprile rimane una delle giornate più sentite per il Paese. E Belluno non fa eccezione. Come confermano le parole pronunciate dal sindaco del Comune capoluogo, Jacopo Massaro: «Viviamo una condizione faticosa, che ci porta a credere di essere carcerati o reclusi. Ma non è così: in prigione vanno coloro che hanno fatto qualcosa di male, noi invece stiamo a casa per il bene di tutti. E diamo valore alla democrazia. Perché poniamo al centro la comunità nel suo complesso». 

Nell’epoca del virus non mancano, nemmeno all’ombra delle Dolomiti, gli “eroi silenziosi”: «Sono i medici, gli infermieri, gli operatori sanitari, le Forze dell’ordine e la Protezione civile. Ovvero, chi è in prima linea e, per compiere il suo dovere, mette a repentaglio anche la propria vita. Ma pure noi dobbiamo essere dei piccoli eroi silenziosi: perché abbiamo una precisa responsabilità. Lo sforzo che stiamo compiendo è orientato alla salute. L’interesse economico passa in secondo piano. Abbiamo raccolto la sfida che la Storia ci ha lanciato, il nostro è un atteggiamento attivo». Massaro guarda oltre: «Il sacrificio è necessario per arrivare alla liberazione: ce lo ha insegnato il passato. E noi dobbiamo insegnarlo a chi verrà dopo». 

Il presidente della Provincia, Roberto Padrin, si è soffermato invece sul concetto di libertà: «La libertà è un valore assoluto e senza tempo. Ma forse quest’anno lo percepiamo con maggiore forza e con un sentimento di empatia che ci rende più vicini nonostante il distanziamento sociale imposto. Mi auguro che le modalità di celebrazione di questo 25 aprile siano uniche e irripetibili. Eppure, ci rendono quanto mai attuale il sentimento del 1945. Con una differenza: allora l’Italia era divisa, dilaniata dopo lunghi anni di battaglie, di morte e di sangue; oggi il Paese è unito dalla comune lotta contro il virus».

Il territorio dovrà essere il vero protagonista della rinascita: «Ognuno dovrà fare la sua parte. Ognuno di noi sarà chiamato a ricostruire pezzettino per pezzettino, e a far rifiorire la provincia di Belluno laddove il virus ha seminato paura, distanze e chiusure. È un’occasione unica per trasformare il Paese. “La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”, scrisse Piero Calamandrei. È proprio così: in queste settimane ci siamo sentiti mancare l’aria. Le attività economiche hanno dovuto chiudere. Non abbiamo potuto incontrare famigliari e amici. Molti hanno perso gli affetti più cari, i genitori, i nonni… Ma tra poco potremo ricominciare a respirare e lasciarci alle spalle tutto questo». 

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