Anche il doposcuola cambia pelle. C’è il blocco degli spostamenti? Nessun problema: si fa online. È l’ultima proposta del Comune di Feltre, che da tempo promuove il servizio di doposcuola comunale “Pomeriggi al Centro Giovani”, rivolto a ragazze e ragazzi residenti che frequentano la scuola media.
Grazie al finanziamento concesso da Fondazione Cariverona al Progetto “Una comunità a sostegno della famiglia”, il servizio doposcuola è potenziato anche con una specifica attenzione agli alunni con certificazione Dsa (Disturbi Specifici di Apprendimento). E sono proprio questi ragazzi che stanno maggiormente soffrendo della chiusura delle scuole e dello “stop” imposto a tutte le attività formative.
Come intervenire? Con la Cooperativa Sumo che gestisce il servizio è stata concordata la rimodulazione del progetto dando spazio alla didattica on line. I ragazzi aderenti al momento sono 13, di cui 5 certificati Dsa, che saranno divisi in 4 gruppi. A ognuno dei 4 gruppi saranno dedicati 8 incontri in aprile e 8 incontri in maggio per un totale di 80 ore in presenza, valutate come 160 ore in modalità on line. L’iniziativa è tutt’altro che semplice, visto che è necessario un consistente lavoro preparatorio da parte degli operatori per le difficoltà nella gestione di ragazzi che provengono da classi e scuole diverse, e in particolare per i ragazzi certificati che necessitano di una particolare azione di motivazione e accompagnamento.
«L’emergenza legata all’epidemia di Covid-19 ci pone difronte a nuove sfide sia educative che sociali – commenta l’assessore alle politiche giovanili del Comune di Feltre Giorgia Li Castri -. Tra queste, anche quella del sostegno educativo e formativo ai nostri ragazzi con modalità nuove. La rimodulazione del servizio di doposcuola nella forma “a distanza” non solo ci consente di continuare nell’azione già intrapresa da mesi, e molto apprezzata sia dai ragazzi che dalle loro famiglie, ma anche di “reinventare” una forma di sostegno educativa che porterà certamente importanti novità e vantaggi anche per il futuro, quando l’emergenza sanitaria sarà rientrata».





