Appello al premier e al ministro Lamorgese: «Fateci fare gli orti»

Appello al premier e al ministro Lamorgese: «Fateci fare gli orti»

«Fateci fare gli orti». È un appello vero e proprio quello di Luca De Carlo. Un appello che va ben oltre il coronavirus e guarda dritto al futuro delle zone rurali e montane, dove in assenza di manutenzione regna sovrana l’incuria. E manutenzione significa anche orto, campicello, poderetto e via dicendo. 

«Ho presentato un’interrogazione al presidente del consiglio Conte e al ministro dell’interno Lamorgese, per chiedere una modifica alle limitazioni previste dal Dpcm 8 marzo, in particolare sul divieto di esercizio nelle aree rurali non professionali – dice il deputato di Fratelli d’Italia -. In Italia sono molte le famiglie che possiedono terreni da semina nei quali, in condizioni ordinarie, coltivano i loro orti producendo parte del sostentamento familiare, seppur in maniera non professionale e quindi non generando reddito. Le ultime disposizioni di contenimento del coronavirus non consentono la prosecuzione di queste attività, provocando una serie di disagi. Innanzitutto, lo spreco dei prodotti delle coltivazioni, particolarmente contraddittorio in un momento in cui i Comuni, per far fronte all’emergenza sanitaria, intervengono proprio con pacchi alimentari alle famiglie. Inoltre, l’utilizzo di quei prodotti permetterebbe, in molte zone, di decongestionare le file che ogni giorno si realizzano fuori dai negozi. E infine c’è il tema, non secondario, della mancanza di manutenzione dei terreni che comporterà in molti casi l’abbandono forzato di tradizioni secolari e più generalmente il rischio incendi e altre gravi emergenze ambientali». Da queste premesse, la richiesta: «Il presidente Conte e il ministro Lamorgese valutino la possibilità di consentire l’esercizio di queste attività escludendole da quelle  vietate».

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