L’allarme di Scopel: «Rischiamo il collasso dei Comuni e l’azzeramento dei servizi»

L’allarme di Scopel: «Rischiamo il collasso dei Comuni e l’azzeramento dei servizi»

 

«Non solo imprese e lavoratori: è indispensabile che già in questa fase sia il Governo nazionale, sia l’Unione Europea mettano massima attenzione e risorse su quanto accadrà nei prossimi mesi alle amministrazioni locali. In particolar modo ai Comuni. Senza un intervento corposo e strutturale qui si rischia il collasso dei bilanci e l’azzeramento dei servizi resi ai cittadini». L’allarme arriva dal sindaco di Seren del Grappa, Dario Scopel, anche nella veste di membro del direttivo dell’Anpi (Associazione nazionale piccoli Comuni d’Italia). 

«Siamo ancora nel pieno dell’emergenza sanitaria – continua Scopel – e il Governo è giustamente al lavoro per tamponare gli effetti che questo evento di portata epocale produrrà sul piano economico per le aziende e per i lavoratori. C’è però un’altra questione che va affrontata immediatamente ed è quella del dissesto che si prospetta per i conti delle amministrazioni comunali». 

Con un fortissimo taglio a una serie di entrate (dalle rette per asili e scuole materne, alla tassa di soggiorno, agli introiti per i parcheggi a pagamento e per le sanzioni stradali, fino al probabile “congelamento” di Imu e Tari, solo per citarne alcune) i Comuni si troveranno nella sostanziale impossibilità di fare fronte ai propri impegni: «Grazie al prezioso aiuto dei volontari, siamo impegnati ogni giorno in prima linea da oltre un mese con servizi di assistenza e vicinanza alla popolazione, che vanno dalla consegna degli alimentari e dei farmaci a domicilio fino al supporto organizzativo e spesso anche psicologico alle famiglie. Ancora una volta – continua il sindaco di Seren – possiamo toccare con mano quanto il ruolo dei piccoli Comuni sia vitale e insostituibile per le comunità locali, soprattutto nelle nostre aree periferiche».

Si parla di “anno bianco”: «Sono d’accordo – conclude Scopel – a patto che a pagare il conto non siano i Comuni. Se così fosse, saremmo davvero di fronte al baratro. E la crisi economica diventerebbe a quel punto anche sociale. Muoviamoci subito e senza tentennamenti!». 

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