Terza vittima del virus. E crescono i ricoverati in terapia intensiva

Terza vittima del virus. E crescono i ricoverati in terapia intensiva

Salgono a tre le vittime del coronavirus. Quattro nuovi ricoveri. E viene occupato un altro posto letto in terapia intensiva. È il dato aggiornato alle 17 di oggi (domenica 15 marzo). Insomma, la porta d’ingresso nella settimana più difficile è spalancata.

«Alle 15.20 una paziente di 84 anni ricoverata presso l’ospedale di Feltre e riscontrata positiva al Covid-19 è deceduta». Lo riporta una nota dell’Ulss 1 Dolomiti. Al momento sono in corso le valutazioni del caso da parte dell’Istituto Superiore di Sanità sulle cause del decesso. Ma intanto il Bellunese registra il terzo decesso per coronavirus, dopo l’uomo di 85 anni morto nella notte al San Martino (e dopo la donna di 91 anni deceduta l’11 marzo).

La notizia del decesso fa da contraltare al dato incoraggiante arrivato dal bollettino dell’Azienda Zero, con l’aggiornamento delle 17. La tabella infatti è ferma a quota 82 nel numero dei tamponi positivi. Stesso numero registrato in mattinata. Salgono invece i ricoveri ospedalieri. Al momento sono 28 i pazienti all’ospedale per sintomatologia sospetta. Di questi, 26 in area non critica (17 al San Martino di Belluno, 9 a Feltre, dove si è registrato un aumento di 3 ricoveri nell’arco della giornata); 2 invece i pazienti in terapia intensiva, entrambi a Belluno (anche in questo caso, il dato è in crescita, visto che il dato della mattina parlava di una sola persona in terapia intensiva). Al momento risultano 513 persone in isolamento domiciliare fiduciario (+60 rispetto a ieri).

OSPEDALI

Continua la rimodulazione delle attività delle strutture bellunesi, per far fronte all’emergenza. Nel frattempo, è stato presentato dal governatore del Veneto Luca Zaia il “Piano emergenza Coronavirus” che prevede l’individuazione del San Martino di Belluno quale ospedale Covid di riferimento provinciale. Proseguono quindi le attività di rimodulazione e potenziamento dell’offerta ospedaliera per far fronte all’eventuale incremento di pazienti.

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