Un piano da 1,15 miliardi di euro per sostenere il settore agricolo, rafforzare la ricerca e dare nuovi strumenti ai territori montani. Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge “Coltiva Italia”, provvedimento che punta a sostenere le filiere agricole e che introduce anche misure specifiche per il recupero dei terreni abbandonati nelle aree montane. Tra i protagonisti dell’iter parlamentare il senatore bellunese di Fratelli d’Italia Luca De Carlo, presidente della Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare di Palazzo Madama e relatore del testo in Aula.
«Il Coltiva Italia è realtà», commenta De Carlo, sottolineando come il provvedimento sia stato approvato senza voti contrari. Al centro della legge ci sono oltre 1,15 miliardi di euro destinati alle filiere agricole, alle imprese guidate da giovani e donne, oltre a misure di sostegno per le aziende colpite da fitopatie e a nuovi investimenti nella ricerca applicata al settore agricolo. Particolare attenzione viene riservata alle aree montane. Secondo De Carlo, due interventi assumono un valore strategico per il territorio veneto: il sostegno alla filiera della carne bovina italiana, attraverso la linea vacca-vitello, e l’introduzione della Banca comunale delle terre. La misura consentirà ai Comuni di censire i terreni agricoli abbandonati da almeno cinque anni o quelli cosiddetti “silenti”, i cui proprietari risultano irreperibili o non identificabili, per metterli a disposizione in affitto e favorirne il recupero produttivo.
«Con questi provvedimenti vogliamo dare un segnale alle aree montane, dove è fondamentale sostenere il settore primario», afferma De Carlo. «Abbiamo un’agricoltura sostenibile, attenta all’ambiente, e il futuro delle nostre terre passa attraverso la loro cura». Per il senatore bellunese, il via libera al Coltiva Italia rappresenta un ulteriore tassello della strategia del Governo a sostegno del comparto agricolo, con l’obiettivo di rafforzare la competitività delle imprese e contrastare l’abbandono del territorio, soprattutto nelle zone montane.





