Boschi più resilienti e filiera del legno più forte: dalla Regione 1,2 milioni di euro

Boschi più resilienti e filiera del legno più forte: dalla Regione 1,2 milioni di euro

Rafforzare la filiera del legno e rendere i boschi più resistenti ai cambiamenti climatici. È questo il duplice obiettivo dei due nuovi bandi approvati dalla Regione Veneto per il 2026, che mettono a disposizione complessivamente 1,2 milioni di euro a sostegno del settore forestale e della produzione legnosa. Le risorse, promosse dall’assessorato regionale all’Agricoltura, si dividono tra 700 mila euro destinati alla realizzazione di impianti di arboricoltura da legno a ciclo breve, in particolare pioppeti, e 500 mila euro per interventi di miglioramento boschivo nell’ambito della Strategia Forestale Nazionale. «Con questi due bandi interveniamo su due esigenze complementari: far crescere una filiera del legno che abbia radici solide in Veneto e prenderci cura dei boschi, che sono una risorsa ambientale ed economica fondamentale», sottolinea l’assessore regionale alle Foreste Dario Bond. L’obiettivo è anche quello di ridurre la dipendenza dagli approvvigionamenti esteri e valorizzare una materia prima strategica per le imprese del territorio. Particolarmente significativo è il bando dedicato alla pioppicoltura, settore che alimenta produzioni come compensati, pannelli, imballaggi, carta e legname ingegnerizzato. Il Veneto è inoltre tra le regioni che hanno sottoscritto nel 2025 la nuova Intesa interregionale per lo sviluppo della filiera del pioppo insieme a Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna.

Il secondo intervento guarda invece ai boschi, con contributi destinati a favorire popolamenti forestali più stabili, equilibrati e capaci di affrontare eventi estremi sempre più frequenti. Un tema particolarmente sentito anche nel Bellunese, dove la tempesta Vaia prima e l’emergenza bostrico poi hanno messo a dura prova il patrimonio forestale. A questi fenomeni si aggiungono incendi, schianti da neve e smottamenti che possono compromettere le funzioni protettive e ambientali dei boschi. «Dopo Vaia e con il bostrico abbiamo visto quanto sia fragile un patrimonio forestale lasciato senza gli interventi necessari», evidenzia Bond. «La gestione del bosco deve puntare a prevenire, diversificare e accompagnare la crescita di popolamenti più equilibrati. Ci sono operazioni indispensabili per la salute del bosco e per la sicurezza del territorio che spesso non producono un ritorno economico immediato. È proprio qui che il sostegno pubblico può fare la differenza». Per il territorio bellunese, dove foreste e filiera del legno rappresentano una componente importante dell’economia di montagna, i due bandi si inseriscono in una strategia che punta a coniugare sviluppo economico, tutela ambientale e adattamento ai cambiamenti climatici.

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