Dal Cadore alla Serenissima: un libro racconta la storia del legno veneto

Dal Cadore alla Serenissima: un libro racconta la storia del legno veneto

Il bosco come risorsa economica, il legno come motore di sviluppo e identità culturale. Sono questi i temi al centro della presentazione bellunese del volume “Il Veneto e il suo legno. Storia, persone e strumenti”, ospitata a Tai di Cadore e dedicata a un patrimonio che ha segnato profondamente la storia delle Dolomiti e del Veneto.

L’iniziativa ha rappresentato la prima occasione in provincia di Belluno per conoscere da vicino l’importante opera realizzata da Giampietro Pasqualini e Luciano Mingotto: quasi 500 pagine che ripercorrono secoli di storia forestale, tradizioni artigianali, tecniche costruttive e vicende umane legate alla filiera del legno.

Coordinato da Edoardo Comiotto, l’incontro ha accompagnato il pubblico in un viaggio che parte dai boschi dolomitici e arriva fino alla Serenissima. Pasqualini ha illustrato l’evoluzione delle foreste venete e i complessi sistemi di gestione del patrimonio boschivo, soffermandosi sul ruolo strategico che il Cadore ebbe per Venezia. Spazio anche agli strumenti utilizzati nei secoli per il trasporto del legname, dai cidoli alle stue, fino alle antiche segherie ad acqua come quella di Nebbiù, oggi bisognosa di interventi di recupero.

A raccontare invece il valore artistico e architettonico del legno è stato Luciano Mingotto. Nel suo intervento ha ripercorso la tradizione dei “segni di casa”, ancora presenti in Cadore e Comelico, fino ad arrivare alle grandi opere della scultura lignea e agli altari del Bellunese. Un percorso che ha toccato figure come Donatello e Andrea Brustolon, mettendo in luce il contributo delle comunità locali alla storia dell’arte.

Particolarmente apprezzata anche la proiezione di un raro cortometraggio del 1909 dedicato agli zattieri del Piave, testimonianza di un mestiere che per secoli ha legato le vallate bellunesi alla laguna veneziana.

Ma il volume non guarda soltanto al passato. Durante il dibattito, il segretario del Consorzio Legno Veneto, Piero Balanza, ha spiegato come l’opera nasca dalla volontà di offrire uno strumento di approfondimento capace di avvicinare il pubblico alla cultura del legno e, allo stesso tempo, sostenere il futuro della filiera.

Il messaggio lanciato da Tai di Cadore è chiaro: la valorizzazione del patrimonio boschivo passa dalla conoscenza della sua storia, ma anche dal sostegno concreto alle imprese e ai lavoratori che oggi operano nel settore. Un tema particolarmente sentito nel Bellunese, dove il bosco continua a rappresentare una risorsa strategica per l’economia e per la tenuta delle comunità montane.

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