Una storia lunga 140 anni, fatta di servizio, dedizione e senso di appartenenza alla comunità. Cortina d’Ampezzo ha celebrato oggi il 140° anniversario di fondazione dei Vigili del Fuoco Volontari, insieme al 30° anniversario della sede del Distaccamento permanente.
Alla cerimonia hanno preso parte il Direttore Interregionale dei Vigili del Fuoco per Veneto e Trentino Alto Adige, ingegner Cristina D’Angelo, il sindaco di Cortina Gianluca Lorenzi, il presidente della Provincia di Belluno Marco Staunovo Polacco, l’assessore comunale alla Protezione civile Stefano Ghezze e il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Belluno, ingegner Matteo Carretto. Numerosa anche la partecipazione della cittadinanza.
La giornata si è aperta con la Santa Messa nella Basilica dei Santi Filippo e Giacomo. A seguire la sfilata lungo Corso Italia, accompagnata dal corpo musicale locale, fino all’arrivo in piazza Dibona, dove si sono svolti l’alzabandiera e alcune manovre dimostrative dei Vigili del Fuoco. Durante i saluti istituzionali, uno dei momenti più sentiti è stato il lungo applauso rivolto ai volontari di ieri e di oggi, protagonisti di una tradizione che continua a rappresentare un punto di riferimento per il territorio.
Nel suo intervento, il Direttore Interregionale Cristina D’Angelo ha portato il saluto del Corpo nazionale e del nuovo Capo del Corpo, ringraziando sia i volontari sia il personale permanente del distaccamento ampezzano. D’Angelo ha ricordato come le origini del corpo volontario risalgano a un’epoca lontana, sottolineando però come quegli stessi valori siano ancora vivi grazie all’impegno di generazioni di volontari, unite da un forte senso di responsabilità verso la comunità.
Il comandante provinciale Matteo Carretto ha invece evidenziato una delle peculiarità del Comando di Belluno: la presenza di presidi integrati composti da personale permanente e volontario. Un modello che consente di disporre di una seconda squadra pronta a intervenire nei casi più complessi o negli interventi di lunga durata, garantendo una risposta efficace sul territorio e richiamando per alcuni aspetti l’organizzazione adottata nella vicina provincia di Trento. La ricorrenza ha così rappresentato non solo un momento celebrativo, ma anche l’occasione per ribadire il valore di una realtà che da oltre un secolo contribuisce alla sicurezza delle comunità dolomitiche, mantenendo vivo uno spirito di servizio che continua a rinnovarsi nel tempo.





