Ottant’anni di volontariato: la San Vincenzo de Paoli festeggia a Belluno

Ottant’anni di volontariato: la San Vincenzo de Paoli festeggia a Belluno

Ottant’anni di storia, di volontariato e di vicinanza alle persone più fragili. È il traguardo che la Società San Vincenzo de Paoli – Consiglio Centrale Belluno-Feltre celebra sabato 3 ottobre con una giornata speciale dedicata alla storia dell’associazione, ai suoi volontari e alle tante persone incontrate e sostenute nel corso dei decenni. Le celebrazioni prenderanno il via alle 9 con la Santa Messa nella parrocchia “Don Bosco”. Alle 9.30, all’istituto “Agosti”, sono previsti i saluti istituzionali, seguiti alle 10 dall’intervento del coordinatore interregionale Andrea Perinelli. Alle 11 un momento musicale con brani dagli anni Quaranta a oggi, a cura di Tiziana Iudica e Giovanni Danielis. La mattinata si concluderà alle 12 con un rinfresco. Verrà inoltre assegnato un riconoscimento ai presidenti del consiglio centrale dagli inizi ad oggi, mentre a tutti i partecipanti sarà riservato un omaggio speciale.

Una storia lunga quasi due secoli

La Società San Vincenzo de Paoli nasce a Parigi nel 1833, per iniziativa di un gruppo di giovani studenti universitari guidati da Federico Ozanam, e viene posta sotto il patrocinio di San Vincenzo de Paoli, figura simbolo della carità cristiana. Da allora si è diffusa in tutto il mondo: oggi è presente in 154 Paesi, impegnata a sostenere persone e famiglie che vivono situazioni di difficoltà.

Anche nel territorio bellunese la presenza della San Vincenzo ha radici profonde. Negli archivi sono conservati verbali risalenti al 1946, ma una presenza della Società a Belluno è documentata già nel 1932, con consigli particolari maschile e femminile. La prima conferenza maschile fu quella del Duomo, cui seguì quella di Santo Stefano. Nel 1962 nacquero nuove conferenze a Vigo, Pieve di Cadore, Nebbiù e Ospitale di Cadore. Nel 1967 venne costituito il primo Consiglio Centrale, con l’obiettivo di unificare e coordinare le realtà maschili e femminili, con sede presso Giovanni XXIII, in piazza Piloni.

Oggi: sei conferenze e circa 90 volontari

Oggi il Consiglio Centrale Belluno-Feltre coordina sei conferenze – Limana, Castion, Feltre, Santo Stefano, Sargnano e San Giovanni Bosco – che operano prevalentemente nei rispettivi ambiti parrocchiali. Sono circa 90 i volontari impegnati quotidianamente nelle attività della San Vincenzo sul territorio. Realtà laica e cattolica, la Società opera spesso in collaborazione con le parrocchie e con le realtà del territorio. Il suo obiettivo principale è la promozione della dignità della persona, attraverso l’ascolto, l’accompagnamento e il sostegno concreto a chi vive situazioni di bisogno o di emarginazione. Un aiuto che assume forme molto concrete: dal pagamento delle utenze domestiche al sostegno per le mense scolastiche, dagli abbonamenti alle visite mediche e all’acquisto di farmaci non mutuabili, fino alla fornitura di mobili e generi alimentari. Le risorse provengono principalmente da donazioni private, lasciti e iniziative di raccolta fondi, tra cui le tradizionali vendite di pane della solidarietà, piante e panettoni e le raccolte organizzate presso i cimiteri.

La voce della presidente

«Celebrare gli 80 anni della nostra realtà – sottolinea Concetta Ingoglia, presidente del Consiglio Centrale Belluno-Feltre – significa innanzitutto rendere omaggio alle donne e agli uomini che, nel corso di tanti decenni, hanno scelto di dedicare tempo, energie e attenzione a chi aveva bisogno. È una storia fatta di gesti spesso silenziosi, di ascolto e di aiuti concreti, costruita giorno dopo giorno nelle nostre comunità». «Ma questo anniversario – prosegue la presidente – non vuole essere soltanto un momento celebrativo. È anche l’occasione per guardare al presente e al futuro. Le difficoltà economiche stanno aumentando e, con i continui rincari, sono sempre più numerose le persone e le famiglie che si rivolgono alle nostre conferenze. Così cerchiamo di reperire fondi attraverso la partecipazione a bandi messi in atto da fondazioni, istituti bancari o altri enti. Le necessità cambiano, ma resta immutato il nostro impegno: incontrare le persone, ascoltarle e cercare, insieme a loro, risposte concrete alle situazioni di bisogno».

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