Un riconoscimento formale del ruolo dei caregiver familiari e una serie di strumenti per sostenerli nel lavoro quotidiano di assistenza a parenti anziani, persone con disabilità o non autosufficienti. È quanto prevede il progetto di legge regionale sul caregiver familiare che ha ottenuto il via libera unanime della Quinta Commissione del Consiglio regionale del Veneto e che approderà in aula il prossimo 29 settembre. La proposta, firmata dai consiglieri regionali Alberto Stefani e Chiara Luisetto, punta a riconoscere il caregiver come parte integrante della rete dei servizi sociali, sociosanitari e sanitari, prevedendone il coinvolgimento nei percorsi assistenziali della persona seguita.
Tra le misure previste figurano attività di informazione e orientamento per l’accesso ai servizi, percorsi di formazione gratuiti e volontari, sostegno psicologico, iniziative per contrastare l’isolamento sociale e interventi di sollievo, sia programmati sia nelle situazioni di emergenza. «Dietro la parola caregiver ci sono persone che ogni giorno assistono un genitore anziano, un figlio con disabilità o una persona cara non autosufficiente», sottolinea il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale Claudio Borgia. «Riconoscere questo impegno significa affermare un principio preciso: chi si prende cura degli altri deve poter contare a sua volta su una rete di sostegno».
Per la consigliera regionale Silvia Calligaro, segretaria della Quinta Commissione, il provvedimento rappresenta un passo importante perché «mette al centro non soltanto la persona assistita, ma anche chi le sta accanto», chiamato ogni giorno a conciliare assistenza, lavoro e vita familiare. Un capitolo specifico è dedicato inoltre ai giovani caregiver fino ai 24 anni, con iniziative pensate per favorire la conciliazione tra studio e attività di cura, valorizzare le competenze maturate e agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro.
Sul provvedimento è intervenuta anche la CISL Veneto, che accoglie positivamente il voto unanime della Commissione. Per il segretario generale Massimiliano Paglini il prossimo passaggio in Consiglio regionale dovrebbe rappresentare l’occasione per accelerare anche altre riforme strutturali nel settore dell’assistenza e della non autosufficienza. «La transizione demografica rende il tema dell’assistenza ad anziani e persone fragili una delle principali priorità per il Veneto», evidenzia Paglini. Il sindacato richiama la necessità di rafforzare la rete dei servizi territoriali, dall’assistenza domiciliare ai centri diurni, fino alle Case e agli Ospedali di Comunità, per evitare che il peso della cura ricada esclusivamente sulle famiglie.
L’obiettivo della legge, sottolineano i promotori, è proprio questo: riconoscere il valore sociale del caregiver familiare senza sostituire il ruolo dei servizi pubblici, offrendo invece strumenti concreti per sostenere chi ogni giorno si prende cura delle persone più fragili.





