Il Bellunese paga. E paga bene. Mentre in Italia cresce l’allarme per i ritardi nei pagamenti tra imprese private – con le grandi aziende che continuano a usare la dilazione come leva finanziaria a costo zero – Belluno si conferma tra le province più puntuali del Paese. Un primato che stride con il quadro nazionale, dove la Pubblica Amministrazione, pur pagando più velocemente le fatture correnti, continua ad accumulare debiti: 64,2 miliardi di euro, secondo Eurostat, di cui almeno 6 miliardi riconducibili alle forniture alle aziende venete. La denuncia arriva dalla CGIA, che fotografa una situazione paradossale: da un lato la PA accelera i tempi di pagamento, dall’altro il debito commerciale cresce anno dopo anno. Nel 2025, ad esempio, lo Stato ha saldato solo l’82% delle fatture emesse, lasciando inevasi oltre 6,7 miliardi di euro.
Belluno sul podio nazionale
Se la PA arranca, il settore privato non se la passa meglio: i pagatori puntuali sono scesi al 42% (-2% rispetto al 2025). Ma il Veneto si distingue, e Belluno ancora di più. Secondo Cribis, la nostra provincia è terza in Italia per puntualità nei pagamenti tra imprese private, dietro solo a Sondrio e Bergamo. Padova e Vicenza completano il tris veneto nella top ten nazionale. Un risultato che conferma la solidità del tessuto produttivo locale, dove la puntualità nei pagamenti è ancora considerata parte integrante della correttezza commerciale. Un valore che però rischia di essere eroso dai comportamenti delle grandi imprese, che – denuncia la CGIA – abusano della loro posizione dominante imponendo dilazioni sempre più lunghe ai fornitori più piccoli.
Veneto virtuoso, ma sotto pressione
A livello regionale, il Veneto si colloca al terzo posto nazionale con il 51% di pagamenti puntuali, dietro Lombardia ed Emilia Romagna. Ma la virtuosità non basta a compensare il peso del debito pubblico: 6 miliardi di debiti commerciali della PA potrebbero riguardare fornitori veneti, una cifra che incide direttamente sulla liquidità delle imprese. E mentre la PA riduce i tempi di pagamento – 27,2 giorni in media nel 2025, contro i 29,9 del 2024 – emergono dubbi sulle modalità con cui questo risultato viene ottenuto. Sempre più spesso, infatti, ai fornitori verrebbe chiesto di ritardare l’emissione delle fatture o degli stati di avanzamento lavori, così da far risultare “puntuali” pagamenti che in realtà sono solo posticipati.
Il paradosso della PA: paga più in fretta, ma non paga tutto
La Corte dei Conti chiarisce il nodo: la PA salda le fatture più recenti, ma non riesce a coprire l’intero ammontare dovuto. Le fatture inevase si sommano a quelle arretrate, facendo crescere lo stock complessivo del debito. È così che l’Italia si ritrova prima in Europa per debiti commerciali della PA in rapporto al Pil (2,8%).
Belluno resiste, ma il contesto preoccupa
Per il Bellunese, la fotografia è doppia: da un lato imprese puntuali e affidabili, dall’altro un sistema nazionale che continua a scaricare sulle aziende – anche quelle virtuose – il peso di ritardi strutturali. Una situazione che rischia di mettere in difficoltà soprattutto le micro e piccole imprese, costrette a ricorrere a anticipi bancari e factoring per coprire il divario tra costi e incassi.





