Non più un progetto sperimentale, ma uno strumento destinato a entrare stabilmente nei servizi sociali del territorio. Il programma P.I.P.P.I. – nato per sostenere le famiglie vulnerabili e prevenire l’allontanamento dei minori dal nucleo familiare – passa ufficialmente ai Comuni come Livello Essenziale delle Prestazioni Sociali (LEPS). Il passaggio di consegne è stato celebrato nei giorni scorsi durante il Comitato dei Sindaci di Feltre, dove ai primi cittadini del territorio feltrino sono state consegnate simbolicamente le “valigette” del programma. Un gesto che rappresenta la trasmissione di un patrimonio di competenze, linee guida, strumenti di valutazione e buone pratiche maturate in anni di lavoro sul campo. L’iniziativa segna la conclusione del percorso di coordinamento guidato dall’assistente sociale Michela Curti, referente territoriale del progetto, affiancata dalla cabina di regia composta da Francesca Bertoldi, Elena Taverna e Beatrice Sommacal, e dalle coach Chiara Pinto e Silvia De Biasi.
Nato nel 2011 dalla collaborazione tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e l’Università di Padova, il Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione (P.I.P.P.I.) è oggi la principale iniziativa nazionale dedicata al sostegno della genitorialità vulnerabile. L’obiettivo è evitare che le difficoltà familiari si trasformino in situazioni tali da rendere necessario l’allontanamento dei minori dalla propria casa. Nel distretto di Feltre dell’Ulss 1 Dolomiti, corrispondente all’ambito territoriale Ven_02, il progetto è stato sostenuto da un finanziamento PNRR di 211.500 euro. Grazie alla convenzione tra l’Azienda sanitaria e il Comune di Feltre sono state realizzate tre successive fasi operative.
I risultati sono significativi: 31 famiglie in situazione di vulnerabilità hanno ricevuto un sostegno multidisciplinare, consentendo in molti casi di evitare l’allontanamento dei figli dal nucleo familiare o di favorirne un più rapido rientro in casa. «Abbiamo lavorato per anni mettendo al centro i bambini e le loro famiglie, sperimentando un modello capace di rispondere alle fragilità con tempestività, rispetto e competenza», commenta Michela Curti. «Oggi riconsegniamo ai Comuni la valigetta di P.I.P.P.I., che contiene un patrimonio metodologico costruito e validato sul campo. Ora che il programma è diventato un LEPS, questo patrimonio deve diventare strutturale».
A sottolineare il valore dell’esperienza anche il direttore generale dell’Ulss 1 Dolomiti, Achille Di Falco: «Dobbiamo ripartire dalle comunità accoglienti come leva strategica per il futuro dei territori. P.I.P.P.I. rappresenta un passo importante in questa direzione. Insieme si può». L’Ulss 1 Dolomiti infine ringrazia i Comuni, le équipe multidisciplinari e tutti i professionisti coinvolti nel progetto per la collaborazione che ha permesso di trasformare una sperimentazione finanziata dal PNRR in un modello destinato a diventare parte integrante dei servizi sociali del territorio.





